Lavoro, Istat: stipendi in crescita nel primo trimestre

Secondo l'Istat, gli stipendi sono aumentati in media dello 0,7 per cento. Molti contratti in attesa di rinnovo.

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Secondo l'Istat, gli stipendi sono aumentati in media dello 0,7 per cento. Molti contratti in attesa di rinnovo.

Crescono gli stipendi dei lavoratori dipendenti. Nel 1 trimestre del 2021, la retribuzione oraria media, rispetto al primo trimestre del 2020, è salita dello 0,7%. L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è invariato rispetto a febbraio 2021 ed è aumentato dello 0,6% rispetto a marzo 2020.

Lo rileva l’Istat spiegando che l’aumento tendenziale degli stipendi è dello 0,9% per i dipendenti dell’industria. E’ dello 0,6% per quelli dei servizi privati ed è stato nullo per quelli della pubblica amministrazione.

Stipendi in crescita nel primo trimestre

I settori che presentano gli aumenti tendenziali degli stipendi più elevati sono quelli del credito e delle assicurazioni (+2,0%), del legno, carta e stampa (+1,8%) e dell’edilizia (+1,6%).

L’incremento è invece nullo per i settori del tessile, dell’abbigliamento e lavorazione pelli, delle industrie chimiche, del commercio, delle farmacie private, delle telecomunicazioni e della pubblica amministrazione.

Contratti e stipendi

Alla fine di marzo 2021, i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica (30 contratti) riguardano il 21,5% dei dipendenti. Circa 2,7 milioni e un monte retributivo pari al 22,3% del totale. Nel corso del 1 trimestre 2021 si sono recepiti otto contratti: ceramiche, trasporti marittimi, telecomunicazioni, editoria giornali, lavanderia industriale, conciarie, grafiche editoriali e servizi portuali.

Stipendi fermi, tuttavia, per molti lavoratori. I contratti che a fine marzo 2021 sono in attesa di rinnovo ammontano a 43 e interessano circa 9,7 milioni di dipendenti. Si tratta del 78,5% del totale, con un monte retributivo pari al 77,7%, si tratta di 300 mila lavoratori in meno rispetto al dato di fine dicembre.

Tempi di rinnovo più lunghi

A marzo 2021, il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto, rispetto a marzo 2020, è aumentato. Sia per i lavoratori con il contratto scaduto (da 13,9 a 22,6 mesi) sia per il totale dei dipendenti (da 11,2 a 17,7 mesi).

La dinamica degli stipendi rimane comunque molto contenuta, a causa dell’elevato numero di contratti in attesa di rinnovo e del fatto che molti degli incrementi, negli accordi di rinnovo, sono previsti a partire dal prossimo anno.

Nel primo trimestre del 2021 si registrano importanti segnali di ripresa dell’attività contrattuale, con otto contratti ratificati nell’arco dei tre mesi. È stata inoltre siglata l’ipotesi di accordo per i dipendenti dell’industria metalmeccanica – la cui riserva è stata appena sciolta – che da sempre ha assunto un ruolo di guida nella stagione dei rinnovi contrattuali.

Da gennaio 2021 riprende a diminuire con continuità, seppur lentamente, la quota dei dipendenti con contratto scaduto.

Dati Istat falsati da Cig

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sulle retribuzioni sostiene che i dati sugli stipendi sono falsati dalla Cig.

L’indice delle retribuzioni contrattuali purtroppo non tiene conto dell’applicazione della cig e della conseguente riduzione dello stipendio. Se questo di solito è irrilevante, ora è una crepa che falsa in modo irreparabile questi dati, rendendoli vecchi e superati, appartenenti a un mondo che non c’è più“.

Secondo Unc, il rialzo, falsato poteva anche andare bene se non ci fosse stato l’effetto Covid. Tenuto conto che a marzo l’inflazione annua era pari a +0,8% per l’indice generale Nic e a +0,7% per l’indice Foi, relativo alle famiglie di operai e impiegati.

Preoccupa, invece, che a marzo i contratti in attesa di rinnovo siano 43 e interessino circa 9,7 milioni di dipendenti, il 78,5% del totale. Del resto, nei momenti di crisi, si interrompono i rinnovi contrattuali, aumenta il tempo medio di attesa per il rinnovo e questo aggrava ulteriormente la condizione economica delle famiglie.

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