Lavoro: richiesta di trasferimento con legge 104 art. 3 comma 3

Richiesta di trasferimento lavoro per assistere il familiare con handicap grave (verbale legge 104 art. 3 comma 3), cosa fare e quando è possibile.

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trasferimento lavoro forze armate

La legge 104 con handicap grave (art. 3 comma 3) al comma 5 stabilisce che il lavoratore che assiste un familiare con handicap grave ha il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicino al domicilio del familiare da assistere, ove è possibile. Inoltre, non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede. In base a questo principio, un nostro lettore ci ha posto il suo quesito e ci chiede come far valere i suoi diritti

Richiesta di trasferimento con legge 104: nessuna risposta

Buongiorno, sono uno specialista commerciale imprese di Poste Italiane.

Innanzitutto vorrei ringraziarla per la disponibilità e supporto che, sta donando a noi dipendenti di Poste. Le spiego la mia situazione.

Dal lontano ormai 2006, fino al 2011, sono stato in una graduatoria che mi consentiva di lavorare dai 3 ai 6 mesi l’anno, con contratto a tempo determinato come portalettere. Nel 2011 grazie allo scorrimento della suddetta graduatoria, sono stato invitato dall’azienda a scegliere una provincia tra (Piemonte, Valle D’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Veneto) un contratto a tempo indeterminato, ma part time verticale al 50% con periodo maggio-ottobre.

All’epoca, io e la mia famiglia (moglie e tre figli) eravamo conviventi  e residenti, con mia nonna materna, affetta da grave patologie invalidante e non autosufficiente. Quindi titolare di legge/104 art. 3 comma 3. Accettai la provincia di ____, visto l’importanza e la necessità di un posto di lavoro per dare da mangiare ai miei piccoli.

Mia nonna rimase sola per qualche mese, ma poi si è resa disponibile mia mamma (casalinga) a sostituirmi, rendendosi disponibile ad andare qualche gg. alla settimana. Quando mi sono recato nella filiale di _____, mi hanno confermato il diritto di usufruire dei tre giorni di permessi 104, nonostante la distanza di 1200 km. Al solo patto che dovevo sempre esibire i titoli di viaggio, dove dimostravo di raggiungere il disabile.

Nel frattempo, ho sempre aderito all’accordo sindacati-azienda, sulla mobilità volontaria nazionale, risultando ogni anno 1° in graduatoria per la provincia ____. Nel 2014 è nata M. 4°genita. Nel 2016, purtroppo mia mamma inizia ad avere problemi di salute e non poté più garantire l’assistenza a mia nonna.

Io chiesi all’azienda, con raccomandata A. R., un urgente distacco/trasferimento a mie spese, per tornare da mia nonna e prestare le necessarie cure. Visto che di trasferimento non se ne parlava, è ad oggi nessuna risposta.

Ho dovuto dimezzarmi lo stipendio, perché per essere presente da mia nonna nei casi più urgenti, ho dovuto usufruire dei congedi Parentale degli ultimi figli (D. e M.) pagato al 30% e poi allo 0%. A tutt’oggi mia nonna si è aggravata, ipovedente al 100%, ed è completamente sola, non ha nessun famigliare che si prende cura di lei.  In casa di cura non ne vuole sentire parlare, e  si affida ogni tanto all’umanità e bontà d’animo della vicina di casa.

Mi sono rivolto alla filiale di _____, per sapere se c’era qualche posto vuoto, pari al mio livello inquadramento liv. B, e mi è stato risposto dal direttore di filiale, che ci sta tutt’ora, un ufficio postale piccolo di liv. B che, non riescono a coprire, perché distante circa 50 km da ____.

Ho accettato la sua proposta, visto che ho doppio diritto… oltre alla 104, sono ancora 1° in graduatoria.
Mi sono reso disponibile anche a ricoprire mansioni inferiori, scrivendo un’altra raccomandata a.r.  Al capo di risorse umane di R. e N. Nessuna  risposta!

Le chiedo cortesemente come amico/ fratello /figlio, tutto ciò che c’è da fare per ottenere il mio diritto. Certo di un suo cortese riscontro la ringrazio in anticipo. Un caro saluto.

Cosa prevede la normativa

Come sopra riportato, la legge 104/1992 prevede che: “L’articolo 33 della legge 104/1992, al comma 5, stabilisce che “il lavoratore che assiste un familiare con handicap in situazione di gravità ha il diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede”.

Un’importante sentenza della Corte di Cassazione la n. 5900/2016, ha chiarito l’importanza del lavoratore “caregiver” a scegliere il trasferimento del luogo più vicino per poter assistere il familiare.

D’altra parte, bisogna chiarire che bisogna considerare “ove possibile” e quando subentrano delle circostanze oggettive impeditive, come ad esempio la mancanza di un posto nella sede più vicina al familiare con legge 104 art. 3 comma 3.

Detto questo, si evidenzia nel quesito posto, che è mancante il posto di lavoro nella sede di trasferimento richiesta.

Legge 104 e caregiver

I lavoratori nello specifico possono assistere il coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Legge 104 e demansionamento

In riferimento al demansionamento, la legge prevede tre ipotesi legittime (art. 3 del Jobs Act), ed esattamente:

  • in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incida sulla posizione del lavoratore, il datore di lavoro non potrà demansionare il disabile se così facendo gli impone una prestazione non compatibile con le sue minorazioni;
  • le ipotesi di demansionamento previste dai contratti collettivi di categoria non potranno applicarsi ai lavoratori affetti da disabilità, nel caso in cui abbiano come conseguenza di assegnargli una prestazione non compatibile con le sue minorazioni;
  • non potranno essere stipulati accordi individuali di modifica delle mansioni che prevedano, per il lavoratore disabile, prestazioni non compatibili con le sue minorazioni.

Anche se avviene il demansionamento, rimangono invariate le tutele previste dalla Legge n. 104/1992 per i lavoratori affetti da disabilità e anche per chi assiste un familiare con handicap grave, in base all’art. 33, comma 5, della Legge 104.

Una sentenza della Corte di Cassazione, anche abbastanza recente, la n. 11568 del 11 maggio 2017, ha chiarito che il demansionamento o il trasferimento con legge 104, il datore di lavoro lo può imporre anche nel caso in cui sia stata accertata incompatibilità ambientale tra lavoratore e sede di lavoro.

Conclusione

Purtroppo, non penso sia possibile il trasferimento alla sede più vicina con il demansionamento lavorativo.

Bisognerebbe stipulare un accordo individuale che in linea generale è di difficile attuazione, in questi casi.

Se non c’è il posto vacante nella sede lavorativa più vicina al familiare, il trasferimento non viene considerato, resta fermo il diritto del lavoratore di ricevere risposta alle richieste effettuate con giustificata motivazione. Quindi, non è accettabile che dopo tre richieste lei non ha mai avuto risposta.

Il mio consiglio è di inviare una richiesta di trasferimento per assistere il familiare con legge 104, chiedendo il demasionamento (vista la difficoltà del posto) e documentando l’urgenza del trasferimento per sua nonna, in quanto gli altri familiari sono impossibilitati ad accudirla. Dovrà allegare alla domanda oltre al verbale della legge 104 di sua nonna e possibilmente un certificato medico con l’indicazione di tutte le patologie, anche la documentazione medica di sua madre che è impossibilitata a prendersi cura. Lei dovrà dimostrare con documentazione, che è l’unico familiare che può effettivamente occuparsi di sua nonna.

Dovrà inoltrare il tutto tramite pec o raccomandata con A.R., è un tentativo a mio avviso che va fatto. Il passo successivo è quello di rivolgersi ad un legale o al sindacato di categoria.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.
Non si forniscono risposte in privato.”

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