Lavoro part time, quando può sostituire il congedo parentale

In quali casi il lavoro part time può essere richiesto come alternativa al congedo parentale? Quando e a chi conviene?

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In quali casi il lavoro part time può essere richiesto come alternativa al congedo parentale? Quando e a chi conviene?

Conviene chiedere il lavoro part time o il congedo parentale? Nell’analizzare le differenze partiamo da una premessa dovuta: non esiste una risposta valida per tutti e occorre valutare caso per caso diversi parametri (tipo di part time, ovvero se verticale o orizzontale, retribuzione del congedo parentale, contratto collettivo applicato, percentuale di riduzione dell’orario di lavoro etc).

Congedo parentale: le novità

Nel discutere la convenienza del lavoro part time rispetto al congedo parentale inoltre bisogna approfondire le nuove disposizioni relative a quest’ultimo.

In primis va chiarito che il congedo parentale può essere fruito fino al compimento dei 12 anni del bambino. Il congedo parentale è di 10 mesi cumulativi tra i genitori (11 se il padre sfrutta almeno 3 mesi di congedo); ogni genitore può fruire al massimo di 6 mesi di congedo L’assenza massima che può essere indennizzata è pari a 6 mesi.

Lavoro part time: differenze tra verticale e orizzontale

Per quanto riguarda il lavoro part time invece si parla di:

  • orizzontale: si lavora tutti i giorni ma per meno ore quotidiane;
  • verticale: l’attività viene prestata con orario pieno ma solo per alcuni giorni o alcuni periodi dell’anno (settimane o mesi).
  • misto: questa formula ibrida è un mix delle due tipologie sopra descritte.

Lavoro part time o congedo parentale: come scegliere

E veniamo alla scelta. Chiaramente se il congedo parentale è retribuito il problema non si pone. Ma in caso contrario quale conviene di più? Dal punto di vista retributivo se le ore non lavorate sono le stesse le due soluzioni si equivalgono. Per quanto riguarda i contributi invece il congedo prevede il riconoscimento dei contributi figurativi, come ha confermato anche una recente circolare Inps.

Delle differenze potrebbero sussistere per quanto riguarda la tredicesima: quest’ultima, vale la pena ricordarlo, matura in base al numero di giornate lavorate nell’arco di un mese (un rateo per maturare richiede almeno 15 giornate di lavoro). Stesso discorso per la maturazione delle ferie e il diritto agli assegni al nucleo familiare.

Per quanto concerne il Tfr, le giornate non lavorate a causa del part time verticale non contano per la maturazione del rateo; quelle di congedo parentale non retribuite, invece, stando ad una recente interpretazione dell’Anclsu (Sindacato unitario associazione nazionale dei consulenti del lavoro), vanno conteggiate.

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