Lavoro: Ocse e imprenditori chiedono sgravio contributivo per chi assume

Sgravi contributivi per almeno due anni per chi assume a tempo indeterminato. Un incentivo a rilanciare l’occupazione.

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Sgravi contributivi per almeno due anni per chi assume a tempo indeterminato. Un incentivo a rilanciare l’occupazione.

Sgravio contributivo per due anni alle aziende che assumono. E’ questa la proposta che il presidente e fondatore di Brembo Alberto Bombassei lancia alle forze politiche per rilanciare l’occupazione. Un incentivo a sostegno delle assunzioni per quando finirà il blocco dei licenziamenti.

La proposta di Bombassei sullo sgravio contributivo si allinea con quella dell’OCSE che raccomanda all’Italia un taglio permanente dei contributi previdenziali per i primi 3 anni a tutti i nuovi contratti a tempo indeterminato. Un suggerimento che va di pari passo con la necessità di ridurre le esenzioni e la complessità del sistema fiscale, razionalizzare le spese fiscali in base all’efficacia; semplificare gli scaglioni Iva.

Sgravio contributivo per chi assume

Lo sgravio contributivo totale per chi assume deve essere esteso a tutti. Secondo Bombassei, così facendo ci saranno due vantaggi: “far crescere le aziende e rilanciare l’occupazione dopo aver perso quasi un milione di posti di lavoro per colpa della pandemia”.

A dire il vero esiste già una legge, quella di bilancio 2021, che prevede lo sgravio contributivo al 100% per chi assume giovani lavoratori. La normativa prevede però il beneficio è concesso solo per i neoassunti a tempo indeterminato under 36.

L’esonero contributivo è erogato per 36 mesi dall’assunzione del lavoratore. Periodo che si allunga fino a 48 mesi se l’assunzione avviene in una delle seguenti regioni del Sud: Abruzzo, Molise, Calabria, Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Misura attualmente limitata

La misura attualmente in vigore e che deve ancora ricevere il via libera dalla Ue, vale però solo per i giovani. Il mondo industriale chiede però un ulteriore sforzo al governo affinché lo sgravio contributivo non sia limitato all’età anagrafica.

Vero che la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli tre volte superiori a quelli della media nazionale, con punte del 50% al Sud. Ma lo sblocco dei licenziamenti potrebbe causare ripercussioni anche sui lavoratori over 35. E’ pertanto necessario che siano adottate misure a tutela anche delle altre categorie di lavoratori che, a causa della maggiore età, rischiano di ritrovarsi con meno cianche occupazionali.

Il debito pubblico

Utilizzare i soldi del recovery plan e ricorre a un maggiore indebitamento per gli sgravi contributivi non deve costituire un freno al rilancio dell’economia nazionale. Il premier Draghi ha indicato nella crescita del Pil lo strumento per ripagare l’enorme debito pubblico che stiamo accumulando per fronteggiare l’emergenza economica.

Ritengo – dice Bombassei – che sia una strategia di puro buon senso, ricordiamoci che prima del Covid il nostro debito pubblico viaggiava già intorno al 140% rispetto al Pil. Il modo più sano, e anche l’unico per ridimensionare il debito nel breve-medio periodo e renderlo sostenibile è quello di aumentare il denominatore, ovvero proprio il Pil nazionale. Questa è la medicina che dobbiamo prendere. E crescere vuol dire anche cambiare l’approccio degli industriali“.

Il recovery plan, che sarà presentato a Bruxelles a fine aprile, deve essere l’occasione di rilancio dell’occupazione e dell’economia. Va sfruttato bene. E una di queste occasioni è data dalla possibilità di assumere manodopera a tempo indeterminato grazie agli sgravi contributivi. Non per sempre, ben inteso, ma giusto il periodo necessario a far ripartire l’economia.

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