Lavoro occasionale: scatta obbligo di comunicazione online

Per i collaboratori occasionali è obbligatorio comunicare l’inizio del rapporto di lavoro online. Casi di esclusione e sanzioni.

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Per i collaboratori occasionali è obbligatorio comunicare l’inizio del rapporto di lavoro online. Casi di esclusione e sanzioni.

Da oggi l’inizio di un lavoro occasionale dovrà essere comunicato al Ministero del Lavoro per via telematica. Lo prevede l’art. 13 del DL n. 146 del 21 ottobre 2021 (“decreto fiscale”).

Dal 28 marzo, quindi, la comunicazione obbligatoria dei lavoratori occasionali va fatta online e non più via fax. La procedura è attiva nella sezione “servizi lavoro” (cliclavoro) del Ministero del Lavoro, al quale si può accedere mediate credenziali digitali.

Lavoro occasionale e comunicazione online

Ma quali sono i rapporti di lavoro occasionale che devono necessariamente essere comunicati e quando? La normativa prevede che alla comunicazione online siano assoggettati tutti i lavoratori autonomi occasionali inquadrabili nell’art. 2222 del codice civile.

La comunicazione deve essere fatta dai committenti con la qualifica di imprenditori prima dell’insaturazione di ogni rapporto di lavoro occasionale (almeno 24 ore prima). Salvo i casi di urgenza. Ciò al fine di prevenire forme di elusione e rapporti di lavoro non regolare.

La mancata comunicazione sul sito internet Cliclavoro del Ministero farà scattare da parte dell’Ispettorato del Lavoro una sanzione che va da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore senza che possa essere emessa diffida.

Finora la trasmissione avveniva tramite fax, ad eccezione delle comunicazioni d’urgenza che avvenivano con il “servizio informatico CO”, accessibile con credenziali SPID o CIE. Da oggi tutto avviene per via telematica, senza eccezioni.

Soggetti esclusi

Sono esclusi dall’obbligo di comunicazione i rapporti di lavoro coordinati e continuati (co.co.co.), peraltro già oggetto di “CO”, così come le collaborazioni occasionali che non superino determinati importi retributivi annuali (ex voucher).

Ma anche le professioni intellettuali soggette a ritenuta d’acconto e a cessione di diritti d’autore (giornalisti free lance) e i riders che svolgono attività di lavoro autonomo.

Per costoro sono in attesa nuove disposizioni da parte del Ministero del Lavoro al fine di completare la attività di monitoraggio e contrasto di forme elusive del lavoro.

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