Lavoro in Italia: 4 cose che sette lavoratori su dieci cambierebbero

Ben sette italiani su dieci cambierebbero queste quattro cose sul lavoro: ecco quali sono e quanto costano all'azienda e al lavoratore.

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Alessandra De Angelis

condizioni lavoro
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Che le condizioni di lavoro in Italia non sia proprio rosee non è una novità ma quali sono i problemi evidenziati dalla maggior parte dei lavoratori? Che cosa cambiereste nel vostro ufficio o contratto e in che modo questo cambierebbe il vostro entusiasmo di lavorare (e di conseguenza quali sarebbero i potenziali effetti per l’azienda)? E’ quello che si chiede una recente indagine di Forbes, secondo cui ben sette italiani su dieci sono insoddisfatti del proprio lavoro.

Quattro cose che ti demotivano a lavoro e chi sono i più insoddisfatti in Italia

Sicuramente la prima cosa demotivante sul fronte lavoro in Italia è cercare un posto. Già perché prima di essere insoddisfatti del proprio lavoro un lavoro bisogna avercelo e in Italia sicuramente la disoccupazione è una piaga pesante. In molti casi ci si accontenta di un contratto o una posizione non adeguata ma ben presto queste condizioni pesano e demotivano.

Quattro in particolare le cose che chi lavora in Italia cambierebbe: lo stipendio basso (56%), gli orari poco flessibili (48%), il tipo di contratto (41%) e la mancanza o la carenza di benefit ed incentivi (37%). Insoddisfazione generale anche sulle opportunità di carriera (36%) e il rapporto con colleghi e superiori (30%).

Un’indagine che riguarda i lavoratori ma di fronte a tali risposte i datori non dovrebbero fare spallucce perché Forbes ha anche calcolato che queste cause di demotivazione al lavoro costano milioni in perdita di produttività ogni anno tanto che alcune grandi aziende, in Italia ma anche all’estero, stanno correndo ai ripari implementando i benefit (leggi anche: Ecco il segreto della soddisfazione dei dipendenti che Netflix ha capito e Google e Facebook no).

Alla ricerca hanno partecipato circa 1200 persone tra i 18 e i 65 anni: i più insoddisfatti sono i giovani e le donne. Spiega Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefits&Rewards Services, che la “motivazione dei dipendenti ha un grande impatto sulle performance aziendale. La qualità della vita dipende sia da fattori materiali che rispondono alle esigenze fisiologiche, sia da fattori immateriali della sfera psicologica, legati a relazioni, autorealizzazione e benessere interiore. Quindi un piano di welfare porta vantaggi sia ai collaboratori, che avranno percezioni positive verso il lavoro e maggiore motivazione a perseguire gli obiettivi aziendali, sia all’organizzazione: infatti, grazie alla legge di Bilancio 2017, le imprese, in particolare nel settore privato, possono disporre di diversi premi di produttività e maggiori vantaggi fiscali. I datori di lavoro possono trarre ispirazione dalle soluzioni studiate da Sodexo, modulabili e integrabili nel tempo e adatte a ogni realtà lavorativa, supportando le aziende nei processi di educazione del mercato e di implementazione dei piani di welfare”.

Per approfondire l’indagine sul lavoro in Italia leggi anche questo articolo.

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