Lavoro: effetto Covid, crollo assunzioni durante il lockdown

Assunzioni in picchiata nei primi quattro mesi dell’anno a causa del lockdown. Ad aprile, secondo i dati Inps si è arrivati a -83%, record storico negativo dai tempi del dopoguerra.

di , pubblicato il
Assunzioni in picchiata nei primi quattro mesi dell’anno a causa del lockdown. Ad aprile, secondo i dati Inps si è arrivati a -83%, record storico negativo dai tempi del dopoguerra.

Il Covid fa crollare le assunzioni. Durante il lockdown c’è stato un vero e proprio crollo delle assunzioni, tanto nel pubblico quanto nel settore privato.

E se non fosse intervenuto il governo a vietare i licenziamenti concedendo milioni di ore di cassa integrazione, per il mercato del lavoro sarebbe stata una strage. Le aziende erano infatti pronte a licenziare migliaia di dipendenti, timore non ancora del tutto fugato.

Nel primo quadrimestre, 1,7 milioni di assunzioni in meno

Nei primi quattro mesi dell’anno le cessazioni di lavoro nel complesso sono state 1.701.000, in diminuzione rispetto allo stesso quadrimestre dell’anno precedente. Tale diminuzione è stata particolarmente accentuata per i contratti a tempo indeterminato nel bimestre marzo-aprile (-47%) a seguito dell’introduzione, il 17 marzo del divieto di licenziamento per ragioni economiche con il dl Cura Italia. Lo rileva l’Inps nell’Osservatorio sul precariato, spiegando che nel periodo gennaio-aprile 2020, 26.421 rapporti di lavoro (14.459 assunzioni e 11.962 trasformazioni a tempo indeterminato) hanno usufruito dei benefici previsti dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni, valore in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-41%). I rapporti incentivati costituiscono il 4,5% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati (assunzioni + trasformazioni).

Andamento negativo già nel 2019

Il saldo annualizzato, vale a dire la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi, in progressiva flessione già nel corso della seconda metà del 2019, è divenuto negativo a febbraio (-29.000) ed è rapidamente aumentato a causa della caduta dell’attività produttiva conseguente all’emergenza sanitaria, passando a -279.000 a marzo e raggiungendo, a fine aprile, il valore di -610.000 posizioni di lavoro, rispetto al 30 aprile 2019.

Rimane ancora significativamente positivo, pur continuando a ridursi, il saldo dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+244.000) e analogo è l’andamento per l’apprendistato (+38.000)

Inps, crollo assunzioni ad aprile (-83%) per Covid

Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nel primo quadrimestre del 2020 sono state 1.493.000. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la contrazione è stata molto forte (-39%) ed è risultata particolarmente rilevante nel mese di aprile (-83%), ancor più del mese di marzo (-45%), per effetto dell’emergenza legata alla pandemia Covid-19 e le conseguenti restrizioni (obbligo di chiusura delle attività non essenziali) nonché la più generale caduta della produzione e dei consumi. Dati che non si vedevano dal secondo dopoguerra. Lo rileva l’Inps nell’Osservatorio sul precariato, spiegando che tutte le tipologie contrattuali sono state interessate; in maniera nettamente accentuata ciò si osserva per tutte le assunzioni con contratti di lavoro a termine (stagionali, intermittenti, somministrati, a tempo determinato).

Le trasformazioni da tempo determinato nel periodo gennaio-aprile 2020 sono risultate 199.000, anch’esse in flessione rispetto allo stesso periodo del 2019 (-29%; -48% per il mese di aprile), quando il loro volume era risultato eccezionalmente elevato anche per effetto dell’impatto delle modifiche normative dovute al decreto dignità. Le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo risultano per il complesso del quadrimestre ancora in crescita (+16%) ma nel mese di aprile la variazione rispetto al corrispondente mese del 2019 è risultata nulla.

Argomenti: ,