Lavoro del futuro: ecco le professioni che i robot non potranno rubare

I robot saranno i protagonisti del lavoro nel futuro? Ecco le professioni che le macchina non possono fare

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I robot saranno i protagonisti del lavoro nel futuro? Ecco le professioni che le macchina non possono fare

Dal progresso tecnologico all’automatizzazione del lavoro il passo è breve: in un futuro non troppo lontano robot e macchine sostituiranno la manodopera umana?

La McKinsey & Company, società di consulenza americana, ha pubblicato uno studio sull’occupazione che mette in allarme sulle proporzioni del fenomeno automatizzazione.

Lavoro e robot: queste professioni scompariranno entro dieci anni

I numeri parlano chiaro sullo scenario del lavoro nel futuro: circa 750 professioni, corrispondenti al 45% di tutte quelle oggi in essere, possono essere svolte da robot attraverso tecnologie già esistenti.

Ma la multinazionale statunitense si è spinta anche oltre e ha ideato uno strumento interattivo che permette di distinguere il rischio che corrono concretamente i lavoratori di essere rimpiazzati dai robot in base alla professione svolta e al settore di impiego. L’analisi riguarda il mercato del lavoro USA ma può essere facilmente estesa ad altre economie, Europa inclusa. Di recente anche uno studio del Forum economico mondiale aveva previsto che 5 milioni di persone sarebbero state a breve rimpiazzate sul lavoro da automi controllati da algoritmi. Ma non tutti i settori lavorativi, appunto, sono a rischio in egual misura. In cosa conviene specializzarsi per non essere travolti dalla cd “Industria 4.0”? Se in settori altamente automatizzati, come ad esempio quello automobilistico, i robot già oggi svolgono quasi il 90% delle mansioni, in altri ambiti il passaggio da uomo a robot sarà più difficile. L’acronimo Stem delinea i lavori meno a rischio: Science, Technology, Engineering, Mathematics (matematica, informatica, scienze naturali, tecnologia).

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