Lavoro con il reddito di cittadinanza: non solo navigator, serviranno assistenti sociali

Per la fase 2 del reddito di cittadinanza, quella di inserimento nel mondo del lavoro, oltre ai navigator serviranno assistenti sociali. Si rischiano liste di attesa di mesi.

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Per la fase 2 del reddito di cittadinanza, quella di inserimento nel mondo del lavoro, oltre ai navigator serviranno assistenti sociali. Si rischiano liste di attesa di mesi.

La fase 2 del reddito di cittadinanza, che punta all’inserimento nel mondo del lavoro dei beneficiari del sussidio, richiede l’intervento cruciale dei navigator. Sul bando per l’assunzione di questi tutor si è detto molto e sale l’attesa. Quello di cui invece si è parlato poco, e che non tutti sanno, è che serviranno anche assistenti sociali. Questi ultimi sono previsti per fornire assistenza a tutti i beneficiari che in prima battuta non saranno occupabili.

Parliamo di circa due terzi della platea di beneficiari stimata a 5 milioni.

Assistenti sociali per chi non trova lavoro subito con il reddito di cittadinanza: compiti e patto di inclusione

Compito dell’assistente sociale sarà la stipula del cd patto di inclusione, che in sostanza è un progetto condiviso con le persone. Il piano di inclusione prevede percorsi di accompagnamento socio educativo che includono progettazione, gestione, coordinamento, monitoraggio e valutazione di attività  in team, colloqui individuali, counseling e orientamento, etc. In altre parole si “prepara” la risorsa, sotto diversi profili, al mercato del lavoro.

Il problema è l’infrastruttura dei Comuni perché ci sono carenze di organico. Gli assistenti sociali che oggi si occupano dei beneficiari di altri sussidi, come ad esempio il Rei, lamentano difficoltà a stare dietro alle pratiche, ammettendo di non riuscire per mesi neppure a dare un primo contatto alle persone alle quali dovrebbero prestare assistenza. Nelle ultime settimane in alcuni Comuni ci sono state sporadiche assunzioni ma restano comunque insufficienti a far fronte alle nuove esigenze. Con il reddito di cittadinanza la situazione rischia di complicarsi ulteriormente. Se non vengono assunti a breve altri assistenti sociali in pianta stabile, il sistema rischia inevitabilmente il collasso: servirebbero almeno 2-3 mila risorse in più rispetto a quelle attualmente impiegate per far fronte alle nuove esigenze. L’applicazione alla lettera della legge quindi potrebbe creare non pochi problemi all’organico dei Comuni già in difficoltà con la gestione delle pratiche.

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