Lavoro: Catalfo, ora nuove regole per smart working

Lo smart working è un vantaggio per tutti, soprattutto per le donne, al di là del virus. Secondo la ministra Catalfo il lavoro agile deve diventare strutturale.

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Lo smart working è un vantaggio per tutti, soprattutto per le donne, al di là del virus. Secondo la ministra Catalfo il lavoro agile deve diventare strutturale.

Lo smart working è la soluzione ideale per tutti. Nell’era di internet e del digitale, è impensabile non adottarlo in forma stabile.

Soprattutto nella pubblica amministrazione che ha visto un deciso miglioramento sotto il profilo della produttività. Ma anche per i lavoratori che sono più contenti e spesso hanno possibilità di risparmiare soprattutto se abitano lontani dagli uffici.

Smart working sì, ma con nuove regole

Notevoli vantaggi economici ci sono anche per i datori di lavoro. Ma questo riguarda in particolar modo il settore terziario, cioè laddove il lavoro si svolge soprattutto attraverso l’uso del computer e non è necessario il contatto diretto con colleghi o clienti. Serve una regolamentazione però. “I nuovi strumenti dovranno essere universali e strettamente legati ai percorsi di formazione e politiche attive, con la condizionalità che avrà un ruolo determinante. 

Così la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, in un’intervista al Sole 24 Ore la quale ha aggiunto che il 24 settembre incontrerà le parti sociali per migliorare lo smart working, visto che le regole semplificate e la deroga all’accordo individuale sono strettamente legati allo stato d’emergenza (valgono quindi fino al 15 ottobre). “Mi aspetto una spinta da parte della contrattazione collettiva per contemperare sicurezza e produttività“.

Per ripartire serve “un piano di incentivi e investimenti per facilitare la transizione tecnologica delle nostre imprese. La spinta sulle competenze, a cominciare dai percorsi Stem. Il sostegno a imprese e lavoratori. Tra le misure in vista del Recovery Fund, c’è l’empowerment femminile. E sì, manterremo l’impegno a ridurre il costo del lavoro: è un obiettivo imprescindibile dell’azione di governo“.

La riforma degli ammortizzatori sociali

Quanto alla riforma degli ammortizzatori sociali, “ho manifestato da subito la necessità e l’intenzione di modificare l’attuale disciplina, disorganica e frammentata. La contingenza della pandemia ci ha costretti ad operare con gli strumenti e le procedure vigenti rispetto alle quali è stato compiuto comunque un primo ma importante sforzo di semplificazione e rimodulazione del sistema in senso universalistico.

Più tutele per le donne al lavoro

L’universalismo della copertura assicurativa degli ammortizzatori sarà uno dei due pilastri della riforma a cui la commissione di esperti che ho nominato sta lavorando. Il secondo è la correlazione del sostegno al reddito con percorsi di formazione e politiche attive: in questi termini, la condizionalità avrà certamente un ruolo determinante“, spiega Catalfo sottolineando che “mi sto maggiormente concentrando in vista del piano di riforme da presentare all’Europa per avere accesso agli stanziamenti del Recovery Fund. Gli obiettivi sono due.

Primo: favorire l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro. Secondo: incentivare la permanenza nel mercato del lavoro delle lavoratrici madri, mediante il contrasto al part-time involontario, alle dimissioni “in bianco” e la promozione di strumenti di condivisione delle responsabilità genitoriali e dei carichi di cura. A tutto ciò, va aggiunta la diminuzione del gender pay gap, con incentivi sulla retribuzione di risultato che portino le imprese ad adottare indici di produttività gender oriented“.

Smart working al 50% deve proseguire

Ad oggi, perdurando lo stato di emergenza anche se con misure più espansive rispetto al passato, possiamo stimare che la prosecuzione del lavoro agile si attesti intorno al 50% del picco massimo registrato tenendo conto dei rapporti di lavoro in essere”, prosegue la ministra spiegando che “le regole semplificate per accedere allo strumento potranno essere utilizzate per tutta la durata dello stato di emergenza, quindi fino al 15 ottobre. Infatti, la semplificazione delle procedure e la deroga all’accordo individuale sono strettamente correlati al regime di eccezionalità in cui ci siamo trovati a vivere e lavorare negli ultimi mesi“.

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