Lavoro autonomo, rivoluzione 2017: tutte le novità del Jobs Act per chi ha partita IVA

Accelerata del governo sul lavoro autonomo: cosa cambia per il popolo della partita IVA con il nuovo Jobs Act 2017

di , pubblicato il
Accelerata del governo sul lavoro autonomo: cosa cambia per il popolo della partita IVA con il nuovo Jobs Act 2017

Finalmente la riforma del lavoro autonomo sembra essere giunta al punto di svolta: il Jobs Act per il popolo a partita IVA dovrebbe entrare in vigore già dal 2017 e cambierà la vita dei freelance sotto molti punti di vista implementando diritti e tutele. Lo Statuto del lavoro autonomo, approvato il 9 marzo alla Camera passa ora al Senato per l’esame degli emendamenti (oltre 200) presentati in Commissione Lavoro.

Lavoro autonomo, previdenza e congedi: estensione Dis-Coll

Un grosso capitolo dello Statuto del lavoro autonomo è dedicato alla previdenza, intesa a 360 gradi, dai congedi alle misure di welfare.

A partire dalla metà del 2017 è estesa la Dis-Coll anche per dottorandi e ricercatori.

Le nuove regole in merito al congedo parentale puntano a contrastare l’abbandono del lavoro dopo la nascita di un figlio (situazione che oggi interessa il 15% delle donne autonome lavoratrici). In particolare il congedo di maternità potrà essere fruito da autonomi e titolari di partita Iva anche continuando la prestazione lavorativa. Verrà meno in altre parole l’obbligo di astensione dal lavoro durante la maternità obbligatoria.

Durante la maternità, inoltre, col consenso del committente, la neo-mamma potrà essere sostituita da colleghi di fiducia, che abbiano le stesse competenze professionali.

Per quanto riguarda malattia o grave infortunio il lavoratore autonomo può sospendere il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi fino ad un massimo di 2 anni. Trascorso questo tempo dovrà versare i contributi maturati in rate, di numero pari al triplo dei mesi di durata della sospensione.

Detrazione spese di formazione: cosa cambia per il lavoro autonomo nel 2017

Oltre a quello previdenziale, un ampio capitolo è dedicato alla detrazione delle spese, in particolare di quelle per la formazione.

Sarà infatti possibile dedurre fino a 10.000 euro per spese relative a convegni, congressi, corsi di aggiornamento professionale etc. Limite di detrazione fissato invece a 5 mila euro per servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno dell’autoimprenditorialità.

Nessuna novità invece per le spese di viaggio e soggiorno per le quali, dunque, continuano a restare in essere le regole precedenti ovvero: 75% di deducibilità fino al tetto del 2% di compensi per le spese di soggiorno; limiti dipendenti dal mezzo di trasporto e dall’utilizzatore per le spese di viaggio.

Fatture pagate in ritardo: maggiore tutela dei lavoratori autonomi

Sicuramente uno degli aspetti della riforma del Jobs Act autonomi che maggiormente preme il popolo delle partite IVA è la tutela in caso di mancato pagamento o ritardo nel saldo fatture. E anche sotto questo aspetto non mancano le novità: qualunque clausola contrattuale che stabilisca il pagamento dopo 60 giorni dall’emissione della fattura o dalla sua richiesta sarà infatti considerata abusiva. Inoltre il committente non potrà recedere dal contratto a prestazione continuativa senza preavviso o apportare modifiche alle clausole unilateralmente.

Sportello lavoratori autonomi: a cosa servirà?

Infine, nell’ottica di garantire lo stesso accesso alle informazioni e alle opportunità di lavoro dei lavoratori dipendenti, il nuovo Statuto prevede la creazione di uno sportello appositamente dedicato

Argomenti: , ,