Lavoro, ancora in calo le assunzioni nel primo trimestre

1,27 milioni di assunzioni in meno (-18%). Il dato elaborato dall’Inps è peggiore delle attese, ma marzo mostra segnali di ripresa.

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Solo 1,27 milioni di assunzioni sono state fatte nel primo trimestre del 2021, in peggioramento del 18%. Il dato elaborato dall’Inps è peggiore delle attese ed evidenzia ancora forti difficoltà legate soprattutto al blocco dei licenziamenti.

Del resto, senza lo sblocco dei licenziamenti, i datori di lavoro non possono assumere stante anche il fatto che l’economia fatica a riprendersi. Un problema tutto italiano che, se da un lato evita il tracollo sociale, dall’altro ingessa il mercato del lavoro su tutti i fronti.

Assunzioni in calo nel primo trimestre

Snocciolando i dati elaborati dall’Osservatorio su precariato dell’Inps, le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nei primi tre mesi del 2021 sono state 1.274.000. Con una contrazione rispetto allo stesso periodo del 2020 particolarmente marcata: -18%.

Il dato riflette in particolare gli effetti dell’emergenza legata alla pandemia da Covid-19, tant’è che a marzo 2021 si registra un recupero (+16%) rispetto allo stesso mese del 2020.

Il calo ha riguarda tutte le tipologie contrattuali, risultando però più accentuato per le assunzioni con contratto intermittente (-36%) e a tempo indeterminato (-25%). Dati gli effetti diffusi e trasversali, la flessione ha riguardato nel primo trimestre le assunzioni per tutte le classi dimensionali e per tutte le tipologie orarie. Si evidenzia però una flessione più accentuata nelle imprese fino a 100 addetti (-22%) e per i rapporti di lavoro part-time (-26%).

Le trasformazioni delle assunzioni da tempo determinato nel primo trimestre sono state 111.000, anch’esse in flessione rispetto allo stesso periodo del 2020 (-36%). Nello stesso periodo le conferme di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo sono aumentate del 13%.

A picco gli stagionali

Le cessazioni durante il primo trimestre del 2021 sono state 1.003.

000. Il calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-33%) è stato particolarmente accentuato per i contratti di lavoro stagionali (-58%) e i lavori intermittenti (-48%).

Per quanto riguarda le assunzioni con contratti a tempo indeterminato nei mesi di gennaio e febbrai, si nota una riduzione del 33%. Mentre a marzo si apprezza una inversione con un aumento del 7%. La frenata dei licenziamenti economici relativi a rapporti di lavoro a tempo indeterminato è stata nel primo trimestre del 2021, rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente, pari al -65%.

Allo stesso tempo i licenziamenti disciplinari sono aumentati del 8%. La cessazione per fine contratto è la tipologia che presenta la riduzione più marcata a causa della forte riduzione nelle assunzioni di contratti a termine (-38%).

Assunzioni under 35

Nel periodo gennaio-marzo sono stati 7.292 i rapporti di che hanno usufruito dei benefici previsti dall’esonero contributivo per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni. dato in forte diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-71%).

Tale riduzione è dovuta anche alla istituzione dell’esonero per nuove assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato di giovani previsto dalla legge 178/2020 che, essendo in attesa dell’autorizzazione da parte della Commissione europea, non è ancora operativo e pertanto al momento non rilevabile.

Nello stesso periodo 68.000 attivazioni a tempo indeterminato hanno beneficiato della decontribuzione per il Sud. Nel complesso, considerando tutte le misure e anche le agevolazioni per la trasformazione da apprendistato in tempo indeterminato, si registra un’incidenza di 170.000 rapporti agevolati su 467.000 attivazioni a tempo indeterminato (36%).

Marzo in ripresa

Il mese di marzo evidenzia, invece, una crescita di 191.000 unità. Risultato, questo, frutto di un saldo positivo di assunzioni con contratti di lavoro a tempo indeterminato (+208.000) e in somministrazione (+64.000). Restano, invece, ancora tutti negativi i saldi dei restanti contratti, seppur in recupero rispetto a febbraio.

Il numero dei lavoratori impiegati con contratti di prestazione occasionale a marzo 2021 si attesta intorno alle 11.000 unità. Dato in aumento del 9% rispetto allo stesso mese del 2020. L’importo medio mensile lordo della remunerazione effettiva è pari a 267 euro.

Per quanto riguarda, infine, ai lavoratori pagati con i titoli del libretto famiglia, a marzo 2021 risultano circa 16.000. In netto calo del 86% rispetto a marzo 2020. L’importo medio mensile lordo della remunerazione effettiva risulta pari a 202 euro.

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