Lavoro, ammortizzatori sociali: Catalfo dà il via la riforma della Cig

La ministra del Lavoro Catalfo annuncia la riforma della Cig. Al via il tavolo tecnico per l’istituzione dell’ammortizzatore unico.

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La ministra del Lavoro Catalfo annuncia la riforma della Cig. Al via il tavolo tecnico per l’istituzione dell’ammortizzatore unico.

La riforma degli ammortizzatori sociali inizia a prendere piede. Si punta a un ammortizzatore unico al posto delle varie forme di cassa integrazione e a una revisione della Naspi.

E’ infatti in corso al Ministero del Lavoro il primo incontro della commissione formata da 5 esperti istituita con un decreto ad hoc dalla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, destinata a mettere a punto una nuova riforma degli ammortizzatori sociali nel nostro ordinamento.

Catalfo, riforma ammortizzatori per non escludere nessuno

Come noto, “con la pandemia c’è stato un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, con i quali il governo ha aiutato milioni di lavoratori. Allo stesso tempo però sono venuti alla luce i limiti e le fragilità del loro attuale assetto: adesso, con questa riforma, tutti i lavoratori dipendenti devono entrare in un meccanismo assicurativo che sia in grado di tutelarli, nessuno escluso“. Lo ha detto la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Catalfo, aprendo i lavori della commissione per la riforma degli ammortizzatori sociali istituita presso il Ministero. “L’obiettivo è superare la frammentarietà del sistema attuale e costruirne uno tendente all’universalismo e alle politiche attive“, ha aggiunto Catalfo. Augurando buon lavoro ai 5 esperti che compongono l’organismo, “abbiamo tempi stretti e un progetto ambizioso da realizzare assieme“.

Ammortizzatore Unico al posto delle varie Cig

La riforma cardine su cui punta il governo è naturalmente una nuova forma di cassa integrazione. L’obiettivo è semplificare il ricorso ai finanziamenti. In Italia c’è confusione e troppa burocrazia: esiste la Cig ordinaria, quella straordinaria, in deroga, gestita da Inps e da Regioni. Una vera e propria giungla di ammortizzatori con procedure e tempi di erogazione differenti.

Per riformare questo sistema farraginoso e ingarbugliato si sta pensando a un “ammortizzatore unico” che passa inevitabilmente attraverso la semplificazione dei sistemi di contribuzione di lavoratori e imprese (oggi diversi a un istituto all’altro e legati alle dimensioni delle imprese). Una semplificazione dovrebbe portare con sé anche controlli più facili sulle frodi di chi tenta di intascare sussidi cui in realtà non ha diritto.

Tre tipi di Cig gestiti in maniera diversa

La cassa integrazione è oggi di tre tipi: quella ordinaria, interamente pagata dai fondi di lavoratori e aziende, è prevista per le crisi temporanee legate ad eventi esterni all’attività dell’azienda, comprese le pandemie. In queste settimane di Covid è stato lo strumento più utilizzato dalle imprese. La cassa integrazione straordinaria, finanziata da aziende, lavoratori e ministero del lavoro, prevede procedure più lunghe dell’ordinaria e un piano aziendale di rientro dalla situazione di crisi. Il terzo tipo di cassa è quello in deroga, concesso quando aziende e lavoratori hanno esaurito il ricorso alle altre due ed è finanziata interamente dallo Stato.

Cisl, serve confronto con parti sociali su riforma

La decisione della ministra Catalfo di istituire un gruppo di esperti per migliorare e cambiare il sistema degli ammortizzatori sociali è sicuramente positiva. Tuttavia una riforma equa, efficace e duratura richiede anche un confronto con le parti sociali“. Lo afferma Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl, in una nota. “Solo un metodo di lavoro partecipato può condurre a innovazioni capaci di rispondere a scottanti emergenze e, contemporaneamente, di sciogliere nodi strutturali“, aggiunge Sbarra sottolineando che “nell’immediato c’è da accelerare le procedure di liquidazione delle prestazioni ordinarie e, soprattutto, in deroga ai lavoratori: a quattro mesi dal Cura Italia sono ancora decine di migliaia le persone che aspettano i primi assegni. Va inoltre assicurata la proroga degli ammortizzatori, delle indennità Covid per stagionali ed autonomi ed il blocco dei licenziamenti fino alla fine dell’anno, come pure la sospensione delle causali del Decreto Dignità per contratti a termine e somministrazione. Cambiare, migliorare, razionalizzare ed efficientare gli ammortizzatori significa poi semplificare e sfrondare procedure e adempimenti, includere nel sistema mutualistico e assicurativo piccole e microaziende, costruire un ponte di collegamento tra politiche passive e politiche attive con un forte investimento sulla formazione e la crescita delle competenze digitali“.

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