Lavoro al call center: licenziamento per cambio appalto diventa illegittimo?

Novità importanti per il lavoro al call center e, in particolare, per le conseguenze del cambio appalto sul personale: il licenziamento diventa illegittimo?

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Novità importanti per il lavoro al call center e, in particolare, per le conseguenze del cambio appalto sul personale: il licenziamento diventa illegittimo?

Il cambio appalto non mette a rischio il lavoro nel call center: il personale già assunto infatti viene tutelato e il licenziamento diviene illegittimo. E’ una delle misure previste nel ddl Appalti che ha introdotto la cd clausola sociale. Il decreto è passato al Senato con 170 voti favorevoli, 30 no e 40 astenuti. La clausola sociale per il cambio appalto nel lavoro al call center prevede espressamente che nell’ipotesi di “successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center, il rapporto di lavoro continua con l’appaltatore subentrante, secondo le modalità e le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati e vigenti alla data del trasferimento”.

Questo include quindi la tutela del personale già assunto prima del passaggio di consegna dal rischio di licenziamento. Nel mondo dei call center i sindacati hanno espresso soddisfazione per questa nuova legge. Guida agli ammortizzatori sociali nei call center Non sono stati rari fino ad oggi i casi di addetti ai call center licenziati con il cambio di appalto, ipotesi frequente in questo settore lavorativo (come dimostra il numero di vertenze pendenti). Dina Ravera, presidente Asstel, intravede in questa direzione “la strada giusta per giungere a soluzioni sostenibili, in grado cioè di assicurare la necessaria flessibilità e adattabilità rispetto alle diverse realtà industriali, mettendo così le imprese nelle condizioni di poter affrontare con maggiore efficacia la nuova situazione congiunturale”.  Licenziamento illegittimo e articolo 18: guida agli indennizzi Commenti entusiasti anche da Massimo Cestaro, segretario generale Slc Cgil, che ha parlato di una “giornata storica per le lavoratrici e i lavoratori del settore customer, che vedono finalmente tutelata la loro continuità occupazionale”. Merito, nelle sue parole, va anche all’impegno costante dei lavoratori dei call center che hanno appoggiato la battaglia: la petizione su change.org a sostegno della clausola sociale aveva raccolto 18 mila firme.

Clausola sociale call center: l’inserimento nel Ccnl

Anche Uilcom-Uil aveva sostenuto la battaglia della clausola sociale: il segretario generale Salvo Ugliarolo guarda già anche agli impegni futuri e anticipa “ora la norma deve essere regolata all’interno della contrattazione collettiva nazionale.

In questo contesto le segreterie nazionali di categoria (Slc, Fistel e Uilcom ndr) presenteranno a fine mese una piattaforma comune per il nuovo contratto in vista delle trattative per il rinnovo”. Su questa linea anche Vito Vitale, segretario generale della Fistel Cisl, secondo cui la piattaforma contrattuale servirà a garantire l’applicazione della clausola sociale e a mettere la parola fine alla paura degli oltre 10.000 lavoratori di call center italiani in crisi. La clausola dovrà quindi trovare concretezza nel Ccnl.  

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