Lavori usuranti, in pensione anticipata anche nel 2021

Prorogata al 2021 la possibilità di andare in pensione a 61 anni e 7 mesi per chi ha svolto lavori usuranti. Requisiti e scadenza domanda.

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Prorogata al 2021 la possibilità di andare in pensione a 61 anni e 7 mesi per chi ha svolto lavori usuranti. Requisiti e scadenza domanda.

Anche nel 2021 ci sarà la possibilità di ottenere la pensione anticipata per i lavoratori usuranti. Lo prevede un passaggio della legge di bilancio per il 2021. Insieme ad Ape Social e Opzione Donna, saranno prorogati di un anno anche i requisiti per la pensione anticipata di chi svolge lavori usuranti.

Sarà però l’ultimo anno. Il governo ha infatti intenzione di rivedere l’impalcatura del sistema delle pensioni anticipate per lavori usuranti e gravosi. L’intenzione è quella di rendere più flessibile l’uscita dal lavoro in base al periodo di lavoro usurante svolto durante la carriere lavorativa.

Allo stesso tempo dovrebbe essere allargata la platea dei beneficiari introducendo una nuova casistica di lavori usuranti e gravosi. Attualmente la legge che prevede la pensione anticipata per lavori usuranti è ferma al 2008 e tante cose nel frattempo sono cambiate.

Pensione lavori usuranti, requisiti

Ma veniamo ai requisiti che bisogna possedere per andare in pensione in anticipo avendo svolto lavori usuranti. Innanzitutto bisogna dire che si tratta di una forma di pensionamento anticipato rivolta ai dipendenti, in deroga alle regole della riforma Fornero.

Permette di lasciare il lavoro prima del raggiungimento dei 67 anni di età a patto che siano stati svolti lavori usuranti per almeno la metà della vita lavorativa o negli ultimi 7 anni in via continuativa.

Occorre poi aver maturato almeno 35 anni di anzianità contributiva e aver raggiunto i 61 anni e 7 mesi di età anagrafica. E’ necessario poi verificare che i contributi versati siano effettivi, cioè che diano diritto alla pensione sia nella misura che nel diritto. Non vengono conteggiati i contributi versati a titolo figurativo, ad esempio.

I lavori usuranti

Le categorie dei dipendenti addetti ai lavori usuranti sono le seguenti:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del d.
    lgs.67/2011;
  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

Domanda di pensione e finestra d’uscita

Per la domanda di pensione lavori usuranti esistono delle regole ben precise da rispettare. La richiesta dovrà essere presentata entro il 1 maggio 2021 per chi maturerà i requisiti entro l’anno. L’istanza dovrà essere corredata da tutta la documentazione comprovante il tipo di attività svolta e la durata.

Si tratta per la precisione di una domanda di verifica dei requisiti da parte dell’Istituto di previdenza a cui seguirà poi la domanda vera e propria di pensione se il beneficio verrà accordato.

Le domande pensione per lavori usuranti presentate dopo il 1 maggio 2021 saranno comunque accettate, ma bisognerà considerare il differimento del pagamento della prestazione pensionistica pari ad uno, due o tre mesi rispettivamente a seconda se la domanda è presentata dal 2 maggio al 1° giugno 2020; dal 2 giugno al 31 luglio 2020; oppure dal 1° agosto 2020 in poi.

Per il comparto Scuola, la presentazione della domanda di pensione, oltre il termine del 1° maggio 2021 comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, il differimento della decorrenza della pensione al 1° settembre e al 1° novembre dell’anno successivo, quindi al 2023.

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