Lavori in casa: posso pagare materiali e strumenti con il reddito di cittadinanza?

Con la tessera del reddito di cittadinanza posso acquistare materiali e strumenti?

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Con la tessera del reddito di cittadinanza posso acquistare materiali e strumenti?

Con la tessera del reddito di cittadinanza posso acquistare un trapano avvitatore ad uso domestico e una scala dalla Ferramenta?

Quelli che avete appena letto sono solamente alcuni dei messaggi che arrivano in redazione aventi ad oggetto l’uso della carta del reddito di cittadinanza e inerenti acquisti o strumenti per lavori in casa che possano rientrare o meno nell’elenco delle spese ammesse.
Originariamente le indicazioni erano molto rigide: il sussidio serviva esclusivamente per generi alimentari, farmaci, pagamento utenze domestiche di luce e gas e altre voci di primissima necessità. Il governo ha poi optato per una maggiore flessibilità. Nell’elenco sono stati espressamente inseriti gli elettrodomestici ad esempio. Seguendo questa interpretazione più estensiva, non ci pare di ravvisare alcun ostacolo nel riconoscere il pagamento con la carta di oggetti o beni per la casa. Così, per rispondere ai quesiti di cui sopra, lampadine, scale, utensili per lavoro quali saldatori o trapani per effettuare lavori di manutenzione in casa. Al momento le voci escluse, aldilà del gioco d’azzardo, riguardano essenzialmente super alcolici e beni di lusso, oltre ai servizi finanziari e creditizi.
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Questo, ovviamente, supponendo che tutti questi utensili e strumenti servano per lavori in casa. Ben diverso sarebbe il caso di chi lavora in nero e si serve della carta per comprare strumenti da lavoro. Pensiamo a muratori, elettricisti, pittori etc.
Resta la questione legata alla tutela della privacy per i singoli acquisti: salvo interventi correttivi, ad oggi, se la carta viene accettata, ad esempio, in un negozio di casalinghi o fai da te & giardinaggio, sarebbe difficile stabilire che tipo di acquisto in concreto è stato fatto dal titolare o da altro componente del suo nucleo familiare.
Non si può negare peraltro che proprio la casa, che sia di proprietà o in affitto, e nello specifico il comfort abitativo, siano considerati prioritari dalla normativa in materia come un interesse da tutelare in qualsiasi società civile e indipendentemente dal reddito.
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