Lavori a casa senza pagare: riepilogo dei bonus che ammettono sconto in fattura e cessione del credito. Come muoversi

Ristrutturare casa con lavori senza pagare oggi è possibile. In alcuni casi, tuttavia, solo in parte poiché il contribuente deve comunque accollarsi una parte di spesa

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Lavori a casa senza pagare: riepilogo dei bonus

Oggi ristrutturare casa può essere gratis o quasi. E’ possibile eseguire lavori senza pagare. Per la maggioranza delle spese sostenute per lavori edili sull’immobile, infatti, in luogo della detrazione fiscale, il contribuente può optare, nell’immediato, per lo sconto in fattura o cessione del credito.

Bonus 110%

Il bonus 110% è la grande novità introdotta dal decreto Rilancio (art. 119 e successive modificazioni). Si concretizza in una detrazione fiscale del 110% delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 per lavori c.d. trainanti e trainati effettuati su immobili “residenziali” esistenti alla data di inizio interventi.

La detrazione è da godere in 5 quote annuali di pari importo. Tuttavia, in luogo della detrazione fiscale, è possibile optare per:

  • lo sconto in fattura da parte della stessa impresa che esegue i lavori, la quale poi recupera l’importo nella forma del credito d’imposta da poter utilizzare in compensazione o da poter cedere a terzi (inclusi istituti di credito e finanziari)
  • la cessione del credito a terzi, inclusa l’impresa che esegue i lavori ed inclusi istituti di credito e finanziari. Il cessionario (ossia chi riceve il credito) può utilizzarlo in compensazione oppure cederlo ulteriormente.

Ciò sta significando che, laddove il contribuente riuscisse a trovare un’impresa che esegue interventi accordando lo sconto oppure una banca che acquisisse il credito corrispondente alla detrazione, questi realizzerebbe i lavori senza pagare e senza dover attendere i 5 anni per recuperare l’investimento.

Altri bonus casa con lavori senza pagare

Oltre che nel bonus 110%, anche per altre spese che danno diritto ad altri bonus casa per lavori edili, il legislatore ammette la possibilità di optare per lo sconto in fattura o cessione del credito. In tal caso, tuttavia, per ora solo con riferimento alle spese 2020 e 2021.

In dettaglio ci riferiamo a:

  • bonus ristrutturazione (detrazione 50% da godere in 10 quote annuali di pari importo)
  • ecobonus tradizionale (detrazione che va dal 50% all’85% da godere in 10 quote annuali di pari importo)
  • bonus facciate (detrazione 90% da godere in 10 quote annuali di pari importo)
  • sismabonus tradizionale.

In questi casi, a differenza che pe il bonus 110%, si riescono a realizzare lavori senza pagare solo in parte (la detrazione su cui si ottiene lo sconto o la cessione, infatti non è mai pari al 100% delle spese, quindi una parte dell’onere deve restare a carico del contribuente).

Non è ammesso, invece, lo sconto in fattura o cessione del credito per il bonus verde (detrazione 36%) e bonus mobili (detrazione 50%).

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