Lavoratori precoci: la quota 41 non spetta a tutti

Non tutti i lavoratori precoci possono accedere alla quota 41, ecco perché.

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Non tutti i lavoratori precoci possono accedere alla quota 41, ecco perché.

Buonasera, 

sono nata a Genova il 10/06/1967.
La mia prima assunzione risale al 01/10/1982
Volevo sapere se rientro nel gruppo dei lavoratori precoci e quanti anni dovrei ancora lavorare per avere la pensione. 
Ringrazio anticipatamente.
Da quel che scrive lei ha iniziato a lavorare a 15 anni e senza ombra di dubbio rientra nei lavoratori precoci. Non tutti i lavoratori precoci, però, possono fruire della quota 41 ad essi riservata, ma soltanto coloro che sono bisognosi di una tutela.
Così come riporta il sito dell’Inps in proposito, le categorie di lavoratori precoci che possono rientrare nella quota 41 sono le seguenti:
  • Dipendenti disoccupati a causa di licenziamento (e non a causa naturale scadenza di contratto a termine) che hanno terminato da almeno 3 mesi di percepire la Naspi spettante
  • Dipendenti e autonomi che al momento della richiesta assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente entro il primo grado (coniuge, figlio o genitore) con handicap grave ai sensi della legge 104 articolo 3 comma 3
  • Dipendenti e autonomi con invalidità accertata pari o superiore al 74%
  • Addetti ai lavori usuranti
  • Addetti alle mansioni gravose

Se non rientra in nessuna di queste categorie, la possibilità di accedere ad una pensione prima di quella di vecchiaia è con la pensione anticipata, per la quale, fino al 31 dicembre 2018, sono richiesti 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini. Tale requisito a partire dal 1 gennaio 2019 aumenterà di 5 mesi.

 

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti”

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