Lavorare per pagare le tasse: scopri se hai estinto il debito con Fisco o quando lo farai

Scadenze fiscali: hai smesso di lavorare per le tasse? Il tax free day non cade per tutti lo stesso giorno. Ecco come scoprirlo

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Scadenze fiscali: hai smesso di lavorare per le tasse? Il tax free day non cade per tutti lo stesso giorno. Ecco come scoprirlo

Lavorare per pagare le tasse: da quale giorno dell’anno si inizia a guadagnare veramente? Dipende dalla pressione fiscale chiaramente. Qualche giorno fa la Cgia di Mestre, come ogni anno, ha reso noto le stime per il 2017: quest’anno sembrerebbe andata leggermente meglio rispetto al 2016 ma di certo non si può dire che le tasse non gravino pesantemente sulle imprese italiane.

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Il tax free day è caduto infatti lo scorso 2 giugno. Ha commentato Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, “incluse le festività nel 2017 sono stati necessari 153 giorni per scrollarci di dosso la morsa del fisco; ben 38 giorni in più rispetto al dato registrato nel 1980”. Come si è arrivati a stabilire il giorno della liberazione dalle tasse? Partendo dal dato di previsione del Pil del 2017, lo si divide per 365 giorni dell’anno, ottenendo così un dato medio giornaliero per il quale si va poi a suddividere la somma derivante dal gettito di imposte, tasse e contributi che gli italiani verseranno quest’anno. Commenta ancora Zabeo: “Lavorare 5 mesi su 12 per lo Stato ci dà l’idea di quanto eccessivo sia il nostro fisco. Al netto del peso dell’economia sommersa, sui contribuenti fedeli al fisco grava una pressione fiscale reale che sfiora il 50 per cento, un carico che non ha eguali in Europa”. Dello stesso avviso anche il segretario della Cgia, Renato Mason che, richiamando gli esempi europei, fa appello al federalismo fiscale: “Le esperienze europee, infatti, ci dicono che gli stati federali, come la Germania e la Spagna, hanno una spesa pubblica nettamente inferiore ai paesi unitari e una qualità/quantità dei servizi offerti ai cittadini molto superiore a quella degli altri”.

Certo ci sono alcuni elementi positivi da considerare: la riduzione della pressione fiscale dall’introduzione del cosiddetto bonus Renzi (maggio 2014), l’eliminazione dell’Irap dal costo del lavoro (2015) e la cancellazione della Tasi (2016) e ancora, nel 2017, la riduzione dell’Ires dal 27,5 al 24%, i super-ammortamenti del 140%, l’aumento delle deduzioni Irap e l’innalzamento della soglia per l’accesso al regime dei minimi. Ma evidentemente gli sforzi non bastano.

E non è tutto perché, per alcune aziende, le cose potrebbero stare anche peggio. La Cna ha infatti calcolato che, rispetto alle stime della Cgia valide per le aziende, le PMI il tax free day è spostato in avanti nel calendario fiscale. E il gap vale soprattutto per le piccole imprese del sud: saranno le PMI siciliane le ultime a smettere di lavorare per pagare le tasse. Per queste ultime il tax free day si sposta ad agosto, tra il 5 e il 15 a seconda della provincia.

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