Lavorare online: le professioni freelance che resistono alla crisi

Lavorare online è una chimera? Ecco le professioni che offrono possibilità concrete e realistiche di guadagno

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Lavorare online è una chimera? Ecco le professioni che offrono possibilità concrete e realistiche di guadagno

Quando si parla di lavorare online in pochi ancora pensano agli annunci che promettono soldi facili da casa. Il lavoro da freelance ha oggi basi molto più concrete e per molti giovani autonomi a partita Iva è una realtà: quanto è redditizia questa scelta? Dipende molto ovviamente anche dalle proprie capacità e competenze. Un settore che sembra resistere bene alla crisi è quello dello sviluppo di software. E’ vero che molte aziende de localizzano la programmazione in Paesi emergenti come l’India ma il business dello sviluppo web, oggi anche mobile, continua a resistere malgrado la crisi economica e occupazionale generalizzata. Questa figura professionale continua infatti ad essere molto richiesta, soprattutto da aziende in fase di start up. Ovviamente non ci si può improvvisare software development. Occorre studiare molto e anche avere pazienza prima di creare una rete di clienti fidelizzata.   Altro settore in crescita è quello del copywriting: la scrittura di testi in ottica SEO, ovvero mirata a conferire al contenuto una buona visibilità sui motori di ricerca. Anche in tempi di crisi le aziende non smettono di investire nella pubblicità online. Lavorare come freelance in questo campo non è, soprattutto all’inizio, particolarmente remunerativo soprattutto a causa della concorrenza molto alta ma offre l’indubbio vantaggio di autonomia nella gestione dei propri orari e clienti. Anche in questo caso è necessario applicarsi nello studio e avere caparbietà e pazienza per creare una rete di clienti su internet. Alla lunga la professionalità paga. Va da sé che chi intende intraprendere questa strada deve seguire da vicino gli sviluppi degli emendamenti proposti dalla Legge di Stabilità in tema di regime dei minimi: la partita IVA agevolata infatti rischia di cambiare nell’aliquota e nelle condizioni di accesso (leggi <a

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