Lavorare nei giorni festivi: è possibile rifiutarsi?

Il lavoratore può rifiutarsi di lavorare nei giorni festivi, a ribadirlo è la Corte di Cassazione.

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Il lavoratore può rifiutarsi di lavorare nei giorni festivi, a ribadirlo è la Corte di Cassazione.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la numero 21209 del 19 ottobre 2016, ha ribadito che un lavoratore può astenersi dal lavorare nei giorni festivi senza per avere riduzioni di paga e di retribuzione.

Il lavoratore può rifiutarsi di lavorare nei giorni festivi anche senza dare una giustificazione valida al rifiuto poichè il diritto alla retribuzione per i giorni festivi non lavorati prevale sui contratti collettivi.

Il diritto di astenersi dal lavoro in caso di festività ha carattere generale per tutti i lavoratori al di là di quali siano le ragioni che hanno determinato l’assenza dal lavoro.

Derivando dalla legge il trattamento economico non può essere ridotto al di là di quello che prevedono i contratti individuali e non può, quindi, attuarsi il mancato pagamento della giornata non lavorata. Tale comportamento da parte del lavoratore, però, può prevedere delle sanzioni disciplinari.

Il rifiuto del lavoratore a lavorare nei giorni festivi non può incidere sulla busta paga neppure se il lavoratore non fornisce un valido motivo al rifiuto.

Secondo l’articolo 2 della Legge 260 del 1949 i giorni festivi nei quali il lavoratore non è obbligato a lavorare sono:

·         primo giorno dell’anno;

·         il giorno dell’Epifania (6 gennaio);

·         il 25 aprile: anniversario della liberazione;

·         il giorno di lunedì dopo Pasqua;

·         il 1 maggio: festa del lavoro;

·         il giorno della festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (solo a Roma);

·         il 2 giugno;

·         1 novembre (il giorno di Ognissanti);

·         8 dicembre (il giorno della festa dell’Immacolata Concezione);

·         25 dicembre (il giorno di Natale);

·         il giorno 26 dicembre.

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