Lavorare a Londra: la verità sullo stop agli italiani

Sta suscitando scalpore la proposta giunta da Londra per regolare l’arrivo degli stranieri comunitari, italiani inclusi, in cerca di lavoro in Inghilterra: gli immigrati indesiderati siamo noi?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Sta suscitando scalpore la proposta giunta da Londra per regolare l’arrivo degli stranieri comunitari, italiani inclusi, in cerca di lavoro in Inghilterra: gli immigrati indesiderati siamo noi?

Immigrati senza lavoro? No grazie. A dirlo, non senza suscitare polemiche, è Londra. Nel mirino finiscono comunitari in cerca di occupazione in Inghilterra, italiani in prima fila. E ora che gli immigrati in cerca di lavoro siamo noi come stiamo prendendo questo cambio di prospettiva? A lanciare la “pietra dello scandalo” è stata il ministro dell’Interno britannico Theresa May che ha chiesto una regolamentazione della libera circolazione nell’Ue in modo da aprire le porte solo a chi ha un lavoro escludendo disoccupati, italiani e comunitari in generale, che intendono trasferirsi a Londra proprio per cercare lavoro. In un editoriale pubblicato sul Sunday Times, che ha fatto velocemente il giro del web, la May ha definito il livello di immigrazione “non sostenibile” a causa dell’eccessiva “pressione sulle infrastrutture e i servizi pubblici”. La May fa appello alla vera essenza del concetto di libera circolazione che dovrebbe significare libero movimento dei lavoratori tra uno Stato dell’Ue e l’altro e non flusso di disoccupati in cerca di lavoro. Oggi invece i numeri descrivono un’altra realtà: dal 2010 l’immigrazione è più che raddoppiata ed “è per questo che la volontà del governo di rinegoziare la relazione della Gran Bretagna con l’Ue è così importante”. Questa situazione infatti pesa anche sul welfare inglese, tra assegni di disoccupazione, sanità gratuita, trasporti pubblici, sistema scolastico e sussidi alle famiglie. Nuovi sviluppi si avranno probabilmente dopo il 14 settembre, data in cui è convocata una riunione d’emergenza sul tema dell’immigrazione tra Stati. La proposta che porterà l’Italia in quella sede sarà quella di un asilo comune europeo. La posizione dell’Inghilterra, è facile prevedere, sarà ben diversa. Il ministro Tory è intenzionato ad aprire con Bruxelles una trattativa per la revisione dei rapporti con l’Ue prima dell’annunciato referendum sulla cd Brexit. Sulla libera circolazione già la Germania ha fatto sapere che non ci sono i margini di una discussione. In che modo potrebbe cambiare quindi la situazione

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Argomenti: Tasse aziende, Brexit

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