Ladri in casa: con la riforma del processo penale minimo tre anni di carcere

Ladri in casa: con la riforma del processo penale pugno duro. Ecco le nuove pene detentive e pecuniarie previste

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Alessandra De Angelis

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Con la riforma del processo penale diventano più pesanti le pene detentive e pecuniarie per i ladri in casa e tutti gli altri autori dei cd reati predatori, quindi anche rapine e scippi. Il testo prevede anche un giro di vite sul voto di scambio ma a livello sociale è soprattutto quella su furti in casa e rapine la novità più discussa, dopo le recenti polemiche sulla legge per la legittima difesa. Che cosa cambia con la modifica degli articoli 624 bis e 625 del codice penale? Vediamo più da vicino le nuove sanzioni detentive e pecuniarie previste: cosa rischiano i ladri che entrano in una proprietà privata?

Furti in casa: cosa rischiano i ladri con la riforma del processo penale

La pena detentiva minima per i ladri in casa passa dagli attuali 12 mesi a tre anni (con un massimale di sei anni). Sale nel contempo anche la pena pecuniaria che partirà da 927 euro fino ad arrivare a 1500 euro (i limiti attuali sono 309 e 1032 euro).

Le aggravanti, rispettivamente per la pena detentiva e la multa, passano a 4-10 anni e 927-2000 euro.

Rapina ed estorsione: pugno duro con le nuove pene

Si inaspriscono anche le sanzioni per il reato di rapina: l’articolo 628 c.p. al comma uno prevede una sanzione minima di 4 anni di carcere (rispetto ai tre attuali) e di un massimo di 10 mentre la multa partirà da 927 euro (contro i 516 precedenti) e arriverà a 2.500 (rispetto ai 2.065 pre riforma). In caso di aggravanti i massimali arrivano a 3098 per la multa e 20 anni di detenzione.

Per quanto riguarda l’estorsione infine, viene modificato il secondo comma dell’articolo 629 del codice penale con la reclusione da 7 a 20 anni (e non più i 6 attualmente previsti come minimo).

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