La riforma pensioni è necessaria? Una proposta alternativa di cui non si parla

Riforma pensioni: e se non servisse? Una proposta alternativa di cui non si parla e che susciterà polemiche

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Riforma pensioni: e se non servisse? Una proposta alternativa di cui non si parla e che susciterà polemiche

Nella molteplicità di proposte di riforma pensioni per garantire maggiore flessibilità in tema di pensione anticipata, sono state usate molte parole ma pochi numeri. Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review del governo Letta, ha raccolto nel saggio “La lista della spesa: la verità sulla spesa pubblica e come si può tagliare” i dati registrati durante il mandato per difendere la sua proposta di riforma pensioni rimasta, a quanto pare, nel dimenticatoio.

Si tratta di una proposta di riforma delle pensioni controcorrente e che promette di suscitare un polverone di critiche. Vediamo più da vicino in che cosa consiste.   Si è parlato molto nel dibattito sulle pensioni di quota 100 ad opera di Damiano o di ritorno al contributivo voluto da Boeri ma quali sono le coperture economiche effettive per la riforma delle pensioni realisticamente parlando? E anche: è proprio vero che in Italia si spende poco per il sistema previdenziale e che le pensioni sono tra le più basse in Europa? Aldilà dell’apologia e dei luoghi comuni le cose potrebbero essere diverse da quelle che appaiono. Cottarelli nel suo saggio si propone di offrire un punto di vista alternativo.   Nel saggio sulla spesa pubblica c’è infatti un ampio capitolo dedicato alle pensioni e alla spesa previdenziale. I numeri potrebbero, secondo Cottarelli, svelare una realtà ben diversa da quella diffusa da chi, per questioni politiche ed elettorali, spinge per la riforma delle pensioni. E, se proprio quest’ultima fosse necessaria, allora potrebbe concretizzarsi secondo una via alternativa.  

Riforma pensioni: quanto costano i pensionati

La storia del saggio è avvolta nel mistero: solo ad aprile scorso, dopo circa dodici mesi di richieste, il dossier con i tagli è stato pubblicato online. Il testo prevedeva anche tagli alla politica, agli enti locali e alla polizia ma, nell’analisi che qui interessa, ci concentreremo sulla riforma pensioni. La prima riflessione da cui parte il saggio di Cottarelli è che, negli ultimi cinque anni, una delle poche voci della spesa pubblica che ha fatto registrare un aumento è stata quella previdenziale (+10%). Quando si parla di tagli alla spesa pubblica quindi ci si dovrebbe riferire alle pensioni? Si legge nello specifico che “la spesa per pensioni rispetto al Pil è tra le più alte del mondo”.

I motivi? In primis l’età media alta e la longevità degli italiani (“siamo un Paese di vecchi”) ma anche più in generale “le condizioni, relativamente generose, del sistema di pensionamento applicato per anni in Italia”. In altre parole la spesa per le pensioni peserebbe troppo sulle casse dello Stato. E questo, a detta di Cottarelli, anche escludendo la componente assistenziale che incide meno di quanto si pensi su quella pensionistica (una trentina di miliardi, corrispondenti al 2% del Pil).

E se la riforma pensioni non servisse?

Sulla base di questi numeri Cottarelli invita nel suo saggio a superare alcuni luoghi comuni frutto della facile propaganda elettorale. Si sente spesso parlare dell’emergenza pensionati: e se invece la situazione non fosse così critica come i media fanno intendere in questo clima di allarmismo? Ancora una volta Cottarelli usa i numeri per spiegare il suo punto di vista controcorrente: i pensionati sono 16,5 milioni e si spartiscono 23 milioni di assegni. Questo significa che alcuni di essi beneficiano di più di una prestazione. Non solo: Cottarelli mette anche in discussione che le pensioni siano troppo basse, almeno relativamente al reddito medio pro capite (il primo equivale a circa il 60% del secondo). Anzi il reddito dei pensionati ha mantenuto una certa stabilità rispetto a quello dei lavoratori che è andato lentamente diminuendo.

Riforma pensioni: tagli sopra i 26 mila euro

Da tutte queste premesse scaturisce la proposta di riforma delle pensioni firmata da Cottarelli. Quali sono i punti fondamentali? In poche parole il punto di vista che muove la proposta è il seguente: se proprio si deve intervenire sul sistema previdenziale, allora bisognerebbe farlo con tagli alle pensioni che superano i 26 mila euro. Non parliamo, è evidente, di pensioni d’oro ma di tutte quelle che superano, sebbene non di molto, il reddito medio pro capite dei lavoratori.

Potenzialmente rientrerebbe in questa platea circa il 15% dei pensionati. Tagli e giro di vite anche su invalidità civile, i cui numeri provano una esplosione sospetta soprattutto al centro-sud, e su indennità di accompagnamento, attualmente non sottoposta alla “prova dei mezzi” e spesso usata per pagare le badanti. La riforma delle pensioni in analisi si conclude con alcuni accorgimenti riguardo i sussidi per le vittime di terrorismo.

Riforma pensioni: critiche alla proposta di Cottarelli

Il saggio di Cottarelli si basa su dati numerici e quelli sono indiscutibili. Il problema però sta nel contestualizzarli. E questo apre spazio ad alcune critiche. La spesa per le pensioni è l’unica voce aumentata negli ultimi cinque anni? Il punto non è questo ma valutare effettivamente quanto viene speso per sostenere le pensioni e se queste risultano insufficienti a garantire una vita dignitosa ai pensionati che ben vengano ulteriori investimenti nella spesa previdenziale. Stesso ridimensionamento andrebbe fatto per la questione dei molteplici assegni e del rapporto con gli stipendi medi. Quanto porta a casa globalmente che usufruisce di più prestazioni previdenziali? A volte anche facendo la somma si superano di poco i mille euro: e per questo bisognerebbe gridare allo scandalo degli sprechi? E se anche fosse vero che gli stipendi medi sono di poco superiori alle pensioni pro capite forse sarebbe il caso di trovare una soluzione per aumentare i primi e non tagliare ulteriormente le seconde. Per maggiori approfondimenti rimandiamo alla relazione finale sul dossier dello stesso Cottarelli.

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