La riforma delle pensioni: le dimissioni che fanno saltare quota 100? Gli effetti dell’uscita di Durigon

La riforma delle pensioni: le dimissioni che fanno saltare quota 100? Gli effetti dell'uscita di Durigon quali saranno? La domanda è d'obbligo con la quota 100 che ad oggi ha i giorni contati. Cosa succederà?

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Allarme sulla riforma delle pensioni: le dimissioni che fanno saltare la quota 100? Gli effetti dell’uscita di Claudio Durigon quali saranno? La domanda è d’obbligo in quanto Claudio Durigon, dimessosi da sottosegretario nel Governo Draghi, è in quota Lega Nord. Ovverosia, appartenente a quel partito che, per il pensionamento anticipato dei lavoratori, ha fortemente voluto la quota 100.

Una misura che ad oggi ha i giorni contati. In quanto il triennio sperimentale scadrà il 31 dicembre del 2021. Sulla riforma pensioni, ricordiamo che la quota 100, per evitare lo scalone della riforma Fornero, è stata introdotta con il Governo ‘Conte I’. Ovverosia con quello formato, dopo la stipula di un contratto, proprio dalla Lega Nord insieme al MoVimento 5 Stelle.

La riforma delle pensioni: le dimissioni che fanno saltare quota 100? Gli effetti dell’uscita di Claudio Durigon

L’orientamento del Governo italiano, per quel che riguarda la quota 100 dal 2022, è quello di non prorogare la misura. Cosa che di certo, sulla riforma delle pensioni, non piace alla Lega Nord sebbene si sia dichiarata disposta a valutare l’introduzione di nuove misure per la pensione anticipata. Anche perché, nello stesso tempo, molti partiti, a partire proprio dalla Lega Nord, sono contrari al ritorno in auge dal 2022 della riforma Fornero.

Nonostante la quota 100 sia ancora accessibile, c’è non a caso chi ritiene che ormai la misura di pensionamento anticipato sia morta e sepolta. Con le dimissioni da sottosegretario di Claudio Durigon che, sostanzialmente, sulla riforma delle pensioni non cambiano le carte in tavola.

La quota 100 è già morta e sepolta?

Rispetto al rinnovo di quota 100, tra l’altro, è più probabile il rinnovo di Opzione Donna. E lo stesso dicasi per l’Ape sociale che, tra l’altro, potrebbe essere ulteriormente rafforzata.

L’orientamento del Governo italiano, per la riforma delle pensioni dopo la quota 100  a partire dal 2022, infatti, sembra essere quello di continuare a permettere il ritiro dal lavoro anticipato. Ma solo ai lavoratori svantaggiati. A partire da quelli che svolgono delle mansioni che sono usuranti o gravose.

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