La riforma delle pensioni 2023 è l’ultimo dei pensieri del Governo Draghi con tutti questi rischi che l’Italia corre

Vediamo perché la riforma delle pensioni 2023 è l'ultimo dei pensieri del Governo Draghi. Considerando tutti i rischi che l'Italia, ma anche l'Europa, corre a causa della guerra in Ucraina. Il punto della situazione attuale, ed i possibili scenari.

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Sulla riforma pensioni 2023 tira aria di ripresa dei lavori, cosa dobbiamo aspettarci

Vediamo perché la riforma delle pensioni 2023 è l’ultimo dei pensieri del Governo Draghi. Considerando tutti i rischi che l’Italia, ma anche l’Europa, corre a causa della guerra in Ucraina.

Al riguardo, sul perché la riforma delle pensioni dal 2023 è l’ultimo dei pensieri del Governo Draghi, la situazione è chiara. In quanto il confronto tra l’Esecutivo Draghi ed i Sindacati di Cgil, Cisl e Uil è attualmente sospeso. Così come è riportato in questo articolo.

La riforma delle pensioni 2023 è l’ultimo dei pensieri del Governo Draghi con tutti questi rischi che l’Italia corre

In particolare, con la riforma delle pensioni dal 2023 sospesa, il maggior rischio che attualmente l’Italia corre è quello di tipo energetico. A partire dall’approvvigionamento di gas dalla Russia. Nelle intenzioni del Governo italiano, l’Italia non vuole infatti più dipendere dal gas russo, ma in realtà non si tratta di un cambio di rotta possibile dall’oggi al domani.

Inoltre, al momento la riforma delle pensioni dal 2023 è l’ultimo dei pensieri del Governo Draghi perché c’è il problema inflazione. Con il carovita che rischia di erodere il potere d’acquisto delle pensioni e degli stipendi dei pensionati e dei lavoratori italiani. E questo, alla lunga, anche a causa della carenza di materie prime alimentari importate dalla Russia e dall’Ucraina.

Con tutti questi rischi che l’Italia corre, quali scenari per la revisione strutturale della previdenza pubblica?

Con tutti questi rischi che l’Italia corre, dal gas all’inflazione galoppante, è chiaro che non solo la riforma delle pensioni dal 2023 è l’ultimo dei pensieri del Governo Draghi. Ma in realtà, proprio per il prossimo anno, la revisione strutturale della previdenza pubblica rischia un clamoroso rinvio.

Un possibile slittamento con la conseguenza che alcune misure di pensionamento anticipato valide per l’anno in corso potrebbero essere prorogate pure per il 2023.

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