La ricerca scientifica e tecnologica non può considerarsi come una prestazione medica. Qual è il trattamento fiscale?

Le prestazioni di servizio di ricerca scientifica e tecnologica non configurino una “prestazione medica”.

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Le prestazioni di servizio di ricerca scientifica e tecnologica non configurino una “prestazione medica”.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 456 del 8 ottobre 2020, fornisce utili chiarimenti in merito al trattamento fiscale Iva applicabile ad alcune prestazioni scientifiche-sanitarie.

In questo caso, sostanzialmente, l’istante chiede se la ricerca scientifica e tecnologica deve considerarsi come prestazione medica esente Iva.

Quesito del contribuente

L’istante è un Ministero, il quale ha stipulato un contratto con un istituto privato per un progetto di ricerca con lo scopo di affrontare il problema della valutazione del grado di disidratazione nell’uomo in funzione dello scenario operativo di riferimento.

L’istate vuole conoscere il trattamento fiscale Iva applicabile alle prestazioni effettuate dall’Istituto contraente.

Lo stesso Ministero, in particolare, chiede all’Agenzia delle Entrate se la ricerca scientifica e tecnologica deve considerarsi come prestazione medica esente Iva.

Si tratta di prestazione di servizio

L’Agenzia delle Entrate, esaminando i contenuti del contratto stipulato tra le parti, spiega che dallo stesso risulta chiaramente che l’Istituto si obbliga a svolgere una prestazione di servizi.

Le prestazioni di servizio di ricerca scientifica e tecnologica non configurino una “prestazione medica”, ma si configurano come:

“una vera e propria attività di ricerca i cui risultati rientrano nella disponibilità del Ministero committente e che potranno essere sfruttati dallo stesso o dall’Istituto cofinanziatore, su autorizzazione sempre del Ministero che eserciterà il diritto di proprietà intellettuale sull’oggetto brevettale nell’eventualità che siano presentati eventuali domande di brevetto per invenzione e/o modelli di utilità sul territorio nazionale e/o estero a fronte di risultati di ricerca scaturiti dal contratto”.

Per i motivi esposti, il corrispettivo pagato dal Ministero dovrà essere assoggettato ad IVA ordinaria.

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