La regola dei 35 anni: come calcolare i contributi utili per la pensione quota 100

Come si calcolano i contributi per l'uscita quota 100: attenzione alla regole dei 35 anni se sei dipendente privato

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Come si calcolano i contributi per l'uscita quota 100: attenzione alla regole dei 35 anni se sei dipendente privato
Buongiorno,
La ringrazio se può sciogliermi un dubbio.
Una parente, dipendente comunale, 62 anni e 38 precisi di anzianità, nella sua vita lavorativa ha avuto periodi anche lunghi di malattia tali da poter forse aver oltrepassato i 3 anni. Essendo dipendente pubblica, vale comunque la regola dei 35 anni vigente per i privati?
Rispondiamo al quesito di questa lettrice sperando di far cosa gradita anche ad altri utenti che vorrebbe approfittare delle ultime possibilità di pensione quota 100. Che cosa si intende per regola dei 35 anni? Quando si applica? Più in generale: come si calcolano i contributi utili per la pensione con quota 100?

Quanti contributi servono per la pensione quota 100: la regola dei 35 anni per i dipendenti privati

Come abbiamo visto più volte, può accedere a questa sperimentazione prossima alla scadenza, chi perfeziona quota 100. La combinazione richiede 62 anni e 38 di contributi. Per arrivare al montante contributivo di 38 anni, si conteggiano i versamenti a qualsiasi titolo (obbligatori, volontari, da riscatto, figurativi etc). Tuttavia per i dipendenti del settore privato c’è un limite in più: è la cd regola dei 35 anni. Questa è la soglia minima di contributi da raggiungere, al netto di periodi di disoccupazione e malattia (così anche Circolare Inps 11/2019).
E’ ammesso a questo fine il cumulo gratuito di contributi misti (escluse le casse professionali). Così come confermato dalla legge 228/2012.
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