La patrimoniale esce dalla porta e rientra dalla finestra

Il Pd non molla sulla patrimoniale, la proposta fa acqua da tutte le parti. Ma il vero motivo è un altro. E Grillo chiede di far pagare l’Imu alla Chiesa.

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Il Pd non molla sulla patrimoniale, la proposta fa acqua da tutte le parti. Ma il vero motivo è un altro. E Grillo chiede di far pagare l’Imu alla Chiesa.

Patrimoniale sì, patrimoniale no. Alla vigilia del salasso di fine anno su Imu, Tari e imposte sui depositi bancari, il Pd torna all’attacco accompagnato da Leu. Vogliono la patrimoniale ad ogni costo.

Depennato l’emendamento che prevede l’introduzione di (un’altra) tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze, e ritenuto inammissibile solo 24 ore fa, è stato riproposto in Commissione Bilancio. Quindi la discussione su questa proposta che il governo ha definito “assurda” non è ancora stata archiviata in maniera definitiva.

Perché assurda? Innanzitutto perché è inconcepibile proporre una tassa patrimoniale in un periodo congiunturale ed emergenziale come quello che stiamo attraversando. In secondo luogo perché ci sarebbe una fuga immediata di capitali all’estero, cosa che preoccuperebbe le banche alla vigilia di una possibile e auspicabile ripresa economica nel 2021.

Patrimoniale inutile e inefficace

Ma allora perché il Pd la chiede a ogni costo? Vediamo innanzitutto in cosa consisterebbe la patrimoniale proposta da Orfini (Pd) e Fratoianni (Leu). L’idea è quella di tassare in maniera progressiva i patrimoni netti a partire da 500.000 euro. Si partirebbe da un’aliquota bassa dello 0,2% per arrivare al 2-3% per i patrimoni milionari, dai 50 milioni in su.

In compenso dovrebbe essere abolito l’Imu, l’imposta annuale sul deposito titoli, le imposte di bollo sui conti correnti e il bollo auto. L’idea non sarebbe neanche sbagliata, se non per il fatto che si rischierebbe di commettere errori che avrebbero ripercussioni negative sul bilancio pubblico.

Se, infatti, da un lato lo Stato ha oggi la garanzia di incassare soldi dall’Imu, con una patrimoniale del genere tale garanzia verrebbe meno, se non per immobili il cui valore superi i 500.000 euro.

Inutile dire, poi, che i grossi capitali sarebbero spostati se non addirittura trasferiti fuori dall’Italia. I ricchi hanno già conti in Svizzera o a Dubai.

Viene solo da domandarsi se queste cose sono state prese seriamente in esame da chi le propone oppure è il solito slogan politico del secolo scorso, tanto caro alla sinistra e a Carlo De Benedetti.

La questione politica

Ma veniamo al perché di una richiesta tanto bizzarra di una tassa patrimoniale in un momento come questo. Poiché all’interno della maggioranza il 5 Stelle non vuole fare ricorso ai fondi del MES, mentre il Pd insiste, ecco che è stato messo in piedi il ricatto.

In buona sostanza: via la proposta di patrimoniale in cambio di accettazione incondizionata del Mes. Pena lo stallo sulla legge di bilancio e, chiaramente, l’impopolarità che ne deriverebbe per il governo Conte che ha sempre detto che la patrimoniale non è nel suo programma.

Mes, Grillo: non serve, meglio patrimoniale e Imu a Chiesa

Al corso si è aggiunta anche la voce di Beppe Grillo a proposito della patrimoniale proposta dal Pd.

Non starò qui ad elencare le mille ragioni che fanno del Mes uno strumento non solo inadatto ma anche del tutto inutile per far fronte alle esigenze del nostro Paese in un momento così delicato. A farlo, ogni qualvolta gli viene messo un microfono sotto al naso, ci ha già pensato il nostro presidente del Consiglio Conte dicendo piu’ e piu’ volte che “disponiamo già di tantissime risorse (fondi strutturali, scostamenti di bilancio, Recovery Fund ecc..) e dobbiamo saperle spendere“.

Lo scrive il fondatore del Movimento 5 Stelle sul suo blog intervenendo così nel dibattito sul Mes.

“Dunque non è una questione di soldi, che sembrano esserci, ma come e dove usarli. Dal momento che però il dibattito italiano, rimpasto a parte, sembra impegnato esclusivamente su come reperire altri fondi per dar ossigeno alla sanità e alle imprese italiane, ecco due proposte assolutamente praticabili, sacrosante e soprattutto non vincolanti (che non prevedono alcun tipo di indebitamento per l’Italia) che porterebbero un sacco di miliardi nelle casse dello Stato in poco tempo, semmai ce ne fosse bisogno”.

Imu, perchè la Chiesa non lo paga?

In primo luogo Grillo propone di far pagare l’Imu e l’Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa e poi di adottare una patrimoniale per i super ricchi.

Se sommate, le due proposte, porterebbero nel biennio 2021/2022 all’incirca 25 miliardi di euro subito spendibili e liberi da vincoli di rientro. Per questo motivo – conclude Grillo – incaponirsi sull’assurda discussione sui fondi del Mes, che sono descritti come la panacea di tutti i mali, è una mera perdita di tempo ed energie. I soldi del meccanismo europeo, è giusto ricordare che (convenienti o meno) sempre debito sono. Un debito che ormai ammonta a oltre 150 miliardi e che, prima o poi, dovrà essere ripagato dalle vere vittime morali di tutta questa storia. I giovani e le nuove generazioni.

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