La PA tutta in digitale dal 2021 con SPID e CIE: ecco le linee guida

Dal 2021 la Pubblica Amministrazione si veste di digitale: tutti i servizi saranno accessibili solo tramite SPID e CIE ed addio alla raccomandata cartacea per la notifica degli atti. Ci sono le linee guida

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Dal 2021 la Pubblica Amministrazione si veste di digitale: tutti i servizi saranno accessibili solo tramite SPID e CIE ed addio alla raccomandata cartacea per la notifica degli atti. Ci sono le linee guida

Dal 28 febbraio 2021 i cittadini potranno dire addio alle numerose credenziali per accedere ai vari servizi pubblici digitali della Pubblica Amministrazione (INPS, Agenzia delle Entrate, ecc.).

A decorrere dalla predetta data, infatti, le sole credenziali per accedere ai citati servizi saranno l’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e CIE (Carta d’identità elettronica italiana). Ad ogni modo è previsto un regime transitorio che permetterà di utilizzare ancora le attuali credenziali, comunque, fino a 30 settembre 2021. Dopo questa data le uniche modalità di accesso resteranno lo SPID ed il CIE.

La novità riguarda tutte le amministrazioni: quella nazionale, quelle territoriali, gli enti pubblici, le agenzie ed è stata prevista con la conversione in legge del decreto semplificazione (decreto-legge n. 76 del 2020). Il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione ha emanato a questo proposito, in data 11 settembre 2020, le relative linee guida.

L’accesso ai servizi della PA tramite SPID e CIE

Lo SPID ed il CIE rappresentano il documento d’identità digitale per accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione e per lo svolgimento delle pratiche amministrative online.

Grazie ad essi diventa molto più facile e veloce usufruire di servizi digitali online e eseguire transazioni elettroniche. Non ci sarà più necessità di allegare copia del documento di riconoscimento e sarà, comunque, garantita sicurezza nelle procedure.

Lo SPID, ad esempio, è utile per poter, tramite l’app IO, richiedere e scaricare il bonus vacanze di cui al decreto Rilancio. Proprio quest’app diventerà il canale per accedere da smartphone a tutti i servizi pubblici resi in digitale. In alcuni casi sarà il canale obbligatorio in altri facoltativo. Tramite l’app IO sarà possibile anche effettuare i pagamenti alla Pubblica Amministrazione attraverso la piattaforma PagoPa, integrata nell’app stessa.

Tutto ciò contribuirà a semplificare sempre più i rapporti tra cittadino e PA.

Notifica atti della PA: addio alla raccomandata cartacea

Novità anche per la notifica degli atti della PA. Arriva, infatti, la raccomandata “digitale” con la notifica dell’atto che avverrà grazie ad una piattaforma tecnologica (una sorta di “buca delle lettere digitale”), accessibile anche dal proprio cellulare. Sulla piattaforma, quindi, l‘Amministrazione pubblica interessata caricherà l’atto, il provvedimento o l’avviso sulla piattaforma telematica e tale notifica avrà valore legale.

Il cittadino accedendo al proprio “cassetto notifiche” potrà ritirare l’atto. Si spera, però, che ci sia un alert di avviso della presenza dell’atto nel cassetto, altrimenti significa che il cittadino dovrà ricordarsi periodicamente di verificare il cassetto al fine di non incorrere in problemi (ritardi nei pagamenti richiesti, ecc.).

La digitalizzazione per i disabili: unico permesso nazionale per le ZTL

Altra importante novità è l’estensione anche a società private dell’obbligo di rendere accessibili gli strumenti informatici ai cittadini con disabilità, che erano già previsti per la Pubblica Amministrazione. Nel dettaglio, l’obbligo è allargato a quelle società che negli ultimi tre anni hanno avuto un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro e che offrono servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni sul telefonino.

Infine è stabilito che le persone con disabilità potranno circolare con i loro veicoli nelle ZTL (zone a traffico limitato) su tutto il territorio nazionale con un unico permesso senza necessità di richiedere il permesso a ciascun comune. Il tutto sarà reso possibile grazie ad una piattaforma digitale, che permetterà di verificare le targhe associate ai permessi di circolazione dei titolari di contrassegni.

La piattaforma dovrà superare l’esame del Garante Privacy e sarà gestita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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