La favola del “fondo taglia tasse” e la realtà della pressione fiscale alle stelle

Dalla lotta all'evasione fiscale dipende la possibilità di tagliare le tasse. Ma sarà davvero così o è solo fumo negli occhi e tentativo di prendere tempo? Nell'attesa che il dubbio venga risolto Monti indica l'obiettivo di Equitalia: 15 mld di tasse da riscuotere.

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Dalla lotta all'evasione fiscale dipende la possibilità di tagliare le tasse. Ma sarà davvero così o è solo fumo negli occhi e tentativo di prendere tempo? Nell'attesa che il dubbio venga risolto Monti indica l'obiettivo di Equitalia: 15 mld di tasse da riscuotere.

Il messaggio contenuto in una risoluzione del Documento Economico Finanziario recentemente approvato stabilisce chiaramente che l’esecutivo dovrà al più presto indirizzare tutti gli sforzi possibili per la riduzione della pressione fiscale. Tuttavia Palazzo Chigi ha lasciato intendere che, anche se tutto andrà come preventivato dal Governo, di una sforbiciata concreta delle tasse non potrà parlarsi prima della primavera del 2013.

Gli strumenti normativi sono stati già predisposti attraverso la creazione di  un “fondo per gli interventi strutturali di politica economica” richiamato dalla recente manovra correttiva di agosto 2010 ma già istituito con decreto legge n. 282 del 2004. Il fondo rimanda alla previsione di bilancio del ministero dell’economia, che nello stabilire la dotazione finanziaria dovrà coordinarsi con il consiglio dei ministri. Il fondo sarà alimentato, nelle intenzioni dell’esecutivo, con i proventi della lotta all’evasione fiscale. Nel Def recentemente approvato si prevede di fare un riesame di quanto incassato dalla finanza e dall’Agenzia delle Entrate a fine anno, in vista di un futuro pareggio di bilancio preventivato nel 2013. Attualmente i segnali sono abbastanza incoraggianti, ma è troppo presto per capire se si riuscirà a replicare l’anno precedente, dove gli incassi accertati sono stati apri a 12,7 miliardi di euro.

 

Dallo spending review passa lo stop al nuovo aumento dell’Iva

Per ora di sicuro non vi è alcun “tesoretto” da impiegare nel fondo taglia tasse, ed occorrerà conoscere l’esito della ricognizione degli incassi derivanti dalla lotta all’evasione oltre che i tempi di attuazione dei vari programmi dell’esecutivo. Ad esempio già lunedì dovrebbero essere chiari tempi e metodi dello spending review, una revisione che potrebbe portare a trovare le risorse necessarie perlomeno per scongiurare il previsto aumento Iva a partire dal primo ottobre 2012 ( nell’immediato si tratta di reperire circa 4 miliardi di euro mentre la copertura nel triennio dovrebbe essere di almeno 16 miliardi). Inoltre lo spending review potrebbe anche portare ulteriori tagli alla spesa, immediatamente riutilizzabili nel fondo, e altre risorse potrebbero essere liberate dall’emanazione dei decreti attuativi previsti dal decreto sulla semplificazione fiscale (Spending review: la razionalizzazione della spesa pubblica è impossibile).

In ogni caso, come del resto ribadito anche a livello comunitario, occorrerà diminuire la pressione fiscale in Italia e per farlo si vagliano le diverse proposte sul tavolo, compreso un riordino delle tax expenditures, ipotesi che nelle ultime ore è rientrata nel novero delle papabili.

 

Le direttive di Monti al fisco: scovare gli evasori

Per quanto riguarda il contrasto all’evasione il governo tiene sempre alta la guardia, come dimostrato dalle recenti misure introdotte negli ultimi decreti. Sul punto il presidente Monti non cede un centimetro e lo dimostrano anche i nuovi obiettivi forniti alle varie direzioni regionali in tema di accertamento e riscossione di imposta. Per il 2012 gli ispettori del fisco sono chiamati a rintracciare 15 miliardi di euro di tasse non dichiarate, circa il 25 per cento di quanto “scovato” da militari della finanza e funzionari dell’agenzia nel 2011 ( 12,7 miliardi di euro). Un incremento notevole per il 2012, che consolida un trend crescente in materia di recupero ( già nel 2011 si era avuto un aumento di circa il 15 per cento rispetto al 2010 quando gli incassi erano stati circa di 11 miliardi di euro).

Il trend di crescita degli incassi derivanti dalla lotta all’evasione, secondo il direttore centrale dell’accertamento Luigi Magistro, deriva soprattutto dai nuovi strumenti messi a disposizione del fisco, che permettono di  effettuare controlli più mirati e più efficaci. A dimostrazione di tale affermazione basta scorrere i dati inerenti dell’anno precedente dove, a fronte di una diminuzione degli accertamenti ( passati da 706 mila a 697 mila ) la maggiore imposta accertata è cresciuta del 9,3 per cento superando quota 30 miliardi di euro. Anche quest’anno, come confermato dai vertici dell’agenzia, il trend è positivo e, nonostante la crisi economica gli incassi da accertamento e da autotassazione, sono in crescita. La Guardia di Finanza ha già diramato i primi dati che vedono l’emersione di circa 2 mila evasori totali con 6 miliardi di euro non dichiarati al fisco. Le fiamme gialle hanno già inoltrato denuncia per 853 soggetti ed individuato altri 530 soggetti con contabilità distrutta o occultata.

 

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Argomenti: News Fisco