Jobs Act: verso il nuovo contratto a progetto

Il decreto attuativo del Jobs Ac comporta la trasformazione del contratto a progetto in una forma flessibile e genuina di rapporto di lavoro

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Il decreto attuativo del Jobs Ac comporta la trasformazione del contratto a progetto in una forma flessibile e genuina di rapporto di lavoro

Superamento del contratto di collaborazione a progetto, i cocopro nel decreto attuativo del Jobs Act di Renzi che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri il prossimo 20 febbraio.

Jobs Act:il nuovo contratto a progetto

Al centro delle trattative il riordino delle tipologie contrattuali attualmente esistenti in cui dominano le collaborazione precarie, come il contratto a progetto: secondo le ultime indiscrezioni ci potrebbe essere una revisione dei cocopro, per renderle una forma genuina di rapporto flessibile e quindi non una loro cancellazione vera e propria.

Stop associazione in partecipazione e lavoro a chiamata

Dovrebbe essere eliminato del tutto invece il contratto di associazione in partecipazione, quelle forme contrattuali previste dal codice civile agli articoli 2549 e seguenti che prevedono l’attribuzione da parte dell’associante ad un’altra, detta associato, del diritto a partecipare agli utili della propria impresa, o in base alla volontà delle parti contraenti, di uno o più affari determinati, dietro il corrispettivo di un apporto da parte dell’associato. Braccio di ferro invece sul destino del lavoro intermittente (a chiamata): la maggioranza è divisa tra quanti vorrebbero salvarlo, mentre il ministero del Lavoro è orientato all’eliminazione per sostituirlo con un allargamento del voucher per il lavoro accessorio e del part-time.

Novità allo studio

Tra le altre novità in arrivo anche la razionalizzazione degli incentivi per le assunzioni esistenti come quello per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità, la conciliazione vita-lavoro con nuove forme di tutela della maternità. Si studia ancora invece l’istituzione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione con competenze su servizi per l’impiego, politiche attive e Aspi e il riordino della cassa integrazione che non potrà più essere concessa in caso di cessazione definitiva di attività aziendale o di un ramo di essa.

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