IVA Reverse charge per PC tablet console: ecco come funziona

Iva Reverse charge per hi tech, nuove regole e disposizioni per l'inversione contabile Iva su pc, tablet e console da gioco: ecco tutte le novità 2016

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Iva Reverse charge per hi tech, nuove regole e disposizioni per l'inversione contabile Iva su pc, tablet e console da gioco: ecco tutte le novità 2016

Dal 2 maggio l’Iva reverse charge può essere applicata anche per pc, tablet e console da gioco. Diventano operative le nuove regole introdotte dal decreto legge 24/2016 e sono valide fino al 31 dicembre 2018.

IVA Reverse charge 2016 su pc, tablet e console gioco

L’IVA reverse charge 2016 è il meccanismo di inversione contabile IVA, introdotta in Italia dall’articolo 17 comma 6 del d.p.

r. 633/1972 cd. decreto IVA. L’ultima modifica al meccanismo inversione contabile IVA 2016, è stata introdotta con il decreto legge 24/2016 che entrerà in vigore a partire dal 2 maggio 2016. Il decreto, estende il reverse charge su:

  • pc;
  • tablet;
  • console da gioco;
  • vendite di dispositivi a circuito integrato come ad esempio microprocessori e unità centrali di elaborazioni, installati prima della messa in vendita sul mercato dei consumatori finali.

L’applicazione del reverse charge 2016 hi-tech, fa si che il destinatario della cessione, qualora sia soggetto passivo IVA in Italia, sia obbligato ad assolvere l’IVA al posto del cedente, ciò in deroga al principio che prevede che il debitore IVA nei confronti dell’Erario sia il soggetto che effettua la vendita di beni o la prestazione di servizi.(Circolare Agenzia delle Entrate n. 59/2010).

Quali obblighi prevede il Reverse change Iva su pc, tablet e console da gioco

Tutte le imprese e società che lavorano nel settore dell’hi-tech, devono applicare il meccanismo di inversione contabile Iva. Gli adempimenti contabili prevedono la registrazione della fattura nel registro fatture emesse o dei corrispettivi, e degli acquisti, attraverso le seguenti modalità di fatturazione e registrazione:

  • il venditore emette fattura senza addebitare l’imposta;
  • l’acquirente integra la fattura ricevuta con l’aliquota di riferimento per il tipo di operazione fatturata e, allo stesso tempo, procede con la duplice annotazione nel registro acquisti (fatture di acquisto) e nel registro vendite (fatture emesse). Registrando l’autofattura ex art. 17 c. 6 DPR 633/72 nel registro vendite rende l’operazione neutra ai fini IVA.

In tutti gli ambiti, ed in deroga alla regola generale di applicazione dell’IVA, si applica il Reverse charge IVA o inversione contabile per effetto del quale: “al pagamento dell’imposta e’ tenuto il cessionario, se soggetto passivo d’imposta nel territorio dello Stato.

La fattura, emessa dal cedente senza addebito d’imposta, con l’osservanza delle disposizioni di cui agli articoli 21 e seguenti e con l’annotazione «inversione contabile» e l’eventuale indicazione della norma di cui al presente comma, deve essere integrata dal cessionario con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta e deve essere annotata nel registro di cui agli articoli 23 o 24 entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente, ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese; lo stesso documento, ai fini della detrazione, e’ annotato anche nel registro di cui all’articolo 25.” Le imprese e le società che hanno l’obbligo di emissione fattura con Reverse change Iva, hanno l’obbligo di effettuare la comunicazione dello Spesometro 2016 con l’obbligo di compilare il modello polivalente solo qualora l’operazione effettuata supera il limite di soglia di 3.600 euro. Leggi anche: Reverse charge: inversione contabile per operazioni IVA a rischio (decreto attuativo)

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