Iva prestazioni sanitarie. Rinviato al 2014 l’aumento al 10%

Aumento Iva prestazioni sanitarie dal 4 al 10% rinviato di un anno. Il Governo rinvia così la questione, ma le polemiche non si sono fatte attendere

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Aumento Iva prestazioni sanitarie dal 4 al 10% rinviato di un anno. Il Governo rinvia così la questione, ma le polemiche non si sono fatte attendere
Aumento Iva prestazioni sanitarie rinviato al 2014

Iva prestazioni sanitarie nella legge di stabilità 2013. Aumento dal 4 al 10% rinviato di 12 mesi e per nulla scongiurato.

Iva prestazioni sanitarie: disciplina attuale

Si ricorda  a grandi linee che alle prestazioni sanitarie rese da cooperative sociali e loro consorzi in esecuzione di contratti di appalto e di convenzioni in generale, si applica  l’aliquota Iva al 10%. Tali prestazioni soggette ad aliquota ridotta sono in particolare le  prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, le prestazioni di ricovero e cura rese da enti ospedalieri o da cliniche e case di cura convenzionate, nonché da società di mutuo soccorso con personalità giuridica e da ONLUS compresa la somministrazione di medicinali, presidi sanitari e vitto, nonché le prestazioni di cura rese da stabilimenti termali , quelle educative dell’infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS, comprese le prestazioni relative all’alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici, ancorché fornite da istituzioni, collegi o pensioni annessi, dipendenti o funzionalmente collegati, nonchè le prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili, in favore degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e di malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, di persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, di persone detenute, di donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo.

Iva prestazioni sanitarie: la prima versione della legge di stabilità 2013

Inizialmente quando il Consiglio dei Ministri ha presentato le misure contenute nel pacchetto di legge sulla stabilità, ha annunciato l’aumento Iva sulle prestazioni sanitarie dal 4 al 10%, che sarebbe diventato all’11%, visto che l’Iva dal prossimo anno doveva aumentare di un punto, sia per l’aliquota ordinaria che per quella agevolata. In seguito, con le modifiche presentate, si è stabilito l’aumento Iva solo dell’aliquota al 21% che  è passata al 22, mentre immutata rimane l’aliquota al 10 ( si veda  a tal proposito il nostro articolo Iva prestazioni sanitarie nella legge di stabilità.Aumento all’11% dal 2013).

Iva prestazioni sanitarie nella legge di stabilità 2013: aumento rinviato

Ora negli emendamenti presentati attualmente in discussione all’Aula si afferma che l’aumento Iva sulle prestazioni sanitarie, dal 4 al 10 per cento, ci sarà sì, ma viene rinviato di un anno. E’ necessario “assicurare la conformità dell’ordinamento interno a quello comunitario”, si legge nel pacchetto degli emendamenti fiscali presentato al disegno di legge stabilità 2013 che ora è in discussione all’Aula. Un tira e molla di notizie che sembrerebbe ora trovare la sua soluzione definitiva. Aumento Iva prestazioni sanitarie dal 4 al 10% ci sarà, ma sulle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati dopo il 31 dicembre 2013.

Ma quanto costerà questo rinvio?

Le stime parlano chiaro: rinviare di un anno l’aumento Iva sulle prestazioni sanitarie equivale ad una perdita di gettito di 153 milioni per il 2013. La notizia  ha comunque alimentato un mare di polemiche. Si segnala fra tutte la posizione di Federsolidarietà – Confcooperative , il cui Presidente afferma come sia “di vitale importanza che nella legge di stabilità 2013 ci sia un impegno forte per un provvedimento che non sia solo un rinvio al 2014, ma che scongiuri, sin da ora, l’aumento dell’Iva dal 4 al 10%”. Aumento Iva prestazioni sanitarie che peserà anche sul settore occupazionale. “Chi assumerebbe un lavoratore nel 2013 sapendo che a distanza di un anno l’Iva, per le prestazioni socio sanitarie ed educative, aumenterà del 150%?”. Si chiede il Presidente di Federsolidarietà.

La questione dell’aumento Iva sulle prestazioni sanitarie non viene così risolto. Il Governo Monti, come per altri temi del resto, sembra prendere tempo, rinviando la questione. Ma di tempo c’è n’è poco. Servono misure ed aiuti concreti. In fondo l’aumento delle detrazioni figli a carico, secondo le ultime modifiche alla legge di stabilità 2013, sono positive sì, ma non sono certamente lo strumento che farà uscire il nostro Paese dalla crisi economia.

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Argomenti: Tasse e Tributi