IVA dal 22 al 25% e dal 10 al 13%: chi pagherà e quanto ci costerà a conti fatti l’aumento

Aumento IVA fino al 25%: ecco quanto e quali prodotti di uso quotidiano ci costeranno di più.

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Aumento IVA fino al 25%: ecco quanto e quali prodotti di uso quotidiano ci costeranno di più.

Non siamo ancora salvi dal rischio di aumento IVA che, per effetto delle clausole di salvaguardia approvate nel 2011 dall’allora premier Berlusconi, potrebbe passare rispettivamente dal 22 al 25% e dal 10 al 13%. Per scongiurare l’aumento IVA tra il 2019 e il 2020 il nostro Paese dovrebbe riuscire nella difficile impresa di ridurre la spesa pubblica in poco più di un anno. Può sembrare un dettaglio ma se si fanno i conti sui beni di consumo coinvolti dal potenziale aumento IVA (che ormai pende come una spada di Damocle sulle teste dei contribuenti) ci si rende conto di quanto costerebbe una simile misura anche nella spesa quotidiana.

Aumento IVA inevitabile? Ecco quanto costerà ai consumatori

Dapprima previsto per il 2015, l’aumento IVA sembra ormai avvicinarsi in maniera ineluttabile. E a pagarne le conseguenze saranno soprattutto i consumatori: se è vero infatti che l’aumento IVA riguarderà tutti, sono questi ultimi che non possono scaricare l’imposta sul valore aggiunto (oltre ai titolari di partita IVA con regime dei minimi). I prodotti più colpiti dall’aumento IVA saranno quelli di abbigliamento, mobili ed elettrodomestici.

IVA agevolata passerà dal 10 al 13%: ecco per quali beni

Ad oggi usufruiscono dell’IVA agevolata al 4% generi alimentari come latticini e verdure, legumi, farina, olio, frutta ma anche giornali, prestazioni socio-sanitarie, case di abitazione non di lusso etc. Insomma non aumenteranno solo i sacchetti della spesa ma anche quello che ci mettiamo dentro.

Si paga, invece, l’IVA al 10% su uova, pesce, riso, spezie, legna da ardere, metano, energia elettrica per uso domestico etc.

Erroneamente si pensa che l’IVA al 22% si applichi sui beni di lusso. In realtà non vi rientrano solo gioielli, viaggi e trattamenti estetici ma anche abbigliamento, articoli di cartoleria, prodotti per l’igiene (dentifricio ad esempio) e altre categorie merceologiche
di uso quotidiano. A tavola si paga l’IVA senza sconti su bevande gassate, superalcolici, spumanti, birra, succhi di frutta, vino e perfino sull’acqua frizzante. Rischio aumento IVA al 25% anche per abbonamenti sportivi e parcelle professionisti.

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