IVA per l’asporto e consegna a domicilio: il MEF apre all’aliquota ridotta

Dal sottosegretario al MEF Alesso Mattia Villarosa, c’è spiraglio per l’IVA al 10% anche per i asporto e consegna a domicilio

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Dal sottosegretario al MEF Alesso Mattia Villarosa, c’è spiraglio per l’IVA al 10% anche per i asporto e consegna a domicilio

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo riguardante l’IVA per l’asporto e la consegna a domicilio. Abbiamo evidenziato che, sulla base di chiarimenti forniti in passato dall’Agenzia delle Entrate:

  • mentre la somministrazione di alimenti e bevande (che si configura quando si consuma ad esempio il pasto al ristorante o la birra al pub) è assoggettata al IVA con aliquota del 10%
  • la cessione del bene oggetto dell’asporto deve essere assoggettata all’aliquota applicabile alla singola tipologia di bene alimentare venduto.

Il tema è di notevole importanza, in quanto, nella situazione attuale in cui si trova il nostro Paese per via dell’emergenza Covid-19, alcune attività, quali bar, ristoranti, pub, ecc. possono lavorare solo con servizio di asporto o consegna a domicilio, mentre non possono rimanere aperti al pubblico per la somministrazione.

Asporto e consegna a domicilio: uno spiraglio dal MEF per l’IVA al 10%

In questi giorni, tuttavia, dal sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Alesso Mattia Villarosa, è arrivata l’apertura per l’applicazione dell’IVA al 10% anche per il servizio di asporto e consegna a domicilio.

“Allo stato attuale, tenuto conto della riduzione dei coperti per il rispetto degli ingenti vincoli igienico sanitari per la somministrazione in loco degli alimenti, la vendita da asporto e la consegna a domicilio rappresentano modalità integrative mediante le quali i titolari dei suddetti esercizi possono svolgere la loro attività anche se dotati di locali, strutture, personale e competenze astrattamente caratterizzanti lo svolgimento dell’attività di somministrazione abitualmente svolta dagli stessi.

Alla luce di quanto suesposto entrambe le ipotesi possono rientrare nell’applicazione delle aliquote ridotte”.

Queste le parole di Villarosa.

Ad ogni modo, per essere certi che anche all’asporto e consegna a domicilio di cibo e bevande possa applicarsi l’IVA del 10%, a nostro parere, alle dichiarazioni del sottosegretario dovrebbe ora far seguito un documento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate che vada a superare il precedente orientamento espresso in premessa.

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