Iva al 5% su pannolini e prodotti per l’infanzia: quanto risparmia una coppia che fa un figlio?

Iva ridotta al 5% per pannolini e altri prodotti di prima necessità per l'infanzia: così avere un figlio costerebbe meno. Ecco quanto si potrebbe risparmiare.

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Iva ridotta al 5% per pannolini e altri prodotti di prima necessità per l'infanzia: così avere un figlio costerebbe meno. Ecco quanto si potrebbe risparmiare.

IVA ridotta al 5% per tutti i prodotti per l’infanzia di prima necessità: pannolini in primis ma anche biberon, latte in polvere etc. La proposta di legge n. 4637 tiene conto dei costi che i neo genitori devono affrontare nei primi mesi di vita del neonato per la sua cura, igiene e alimentazione e rappresenta, a detta dei firmatari, anche un modo per incentivare le nascite.

Quante coppie non fanno figli o si fermano al primo proprio perché spaventate dal costo del periodo della prima infanzia? Non è la prima volta in assoluto che viene proposto uno sconto IVA sui prodotti per l’infanzia: in passato proposte di legge simili furono bocciate per mancanza di copertura economica.

Quanto costa un figlio nei primi mesi di vita

Tanti sono i prodotti di prima necessità che servono quando un bambino ha pochi mesi di vita. E i costi non sono sempre accessibili. A fare i conti è Titti Di Salvo (Pd), tra i firmatari della proposta di legge per lo sconto IVA: “i genitori versano all’erario mediamente per ogni bambino, nel primo anno di vita, circa 1.100 euro di imposte in particolare per l’imposta sul valore aggiunto (Iva) sui prodotti di prima necessita’. Da un’ indagine condotta dalla Banca d’Italia emerge che negli ultimi dieci anni si e’ avuto un boom dell’indebitamento delle famiglie italiane e si e’ stimato che, in una famiglia monoreddito con un figlio in eta’ compresa tra 0 e 3 anni, il costo di omogeneizzati, pannolini, prodotti per l’igiene e quant’altro necessita alla vita dei bambini, incide in misura rilevante (20 per cento circa) sul bilancio familiare”.

L’aliquota ridotta per pannolini e altri beni per l’infanzia, precisano i firmatari della proposta di legge, è perfettamente coerente con il disposto della direttiva europea sull’Iva (direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006) che “consente agli Stati membri la facolta’ di applicare una o due aliquote ridotte e di mantenere aliquote dell’Iva ridotte inferiori al 5 per cento solo se gia’ applicate prima del 1 gennaio 1991 (cosiddetta clausola di stand still).

L’articolo 1, comma 960, lettera c), della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilita’ 2016), con una modifica alla citata tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, introduce una nuova parte II-bis volta a individuare i beni e i servizi soggetti ad aliquota al 5 per cento che e’ stata ritenuta compatibile con la direttiva europea avendo l’Italia la sola aliquota ridotta del 10 per cento mentre le disposizioni europee concedono, come detto, la possibilita’ di mantenere fino a due aliquote dell’Iva ridotte”.

Sconti IVA prodotti per l’infanzia: ecco quelli su cui si pagherebbe imposta ridotta al 5%

La proposta di legge contiene un elenco chiuso di prodotti per circoscrivere l’impatto della misura. A godere dell’IVA al 5% sarebbero “pannolini, biberon, tettarelle, omogeneizzati, latte in polvere e liquido per neonati, latte speciale o vegetale per allergici o intolleranti, omogeneizzati e prodotti alimentari, strumenti per l’allattamento, prodotti per l’igiene e creme contro gli arrossamenti e le irritazioni della pelle destinati all’infanzia”. L’obiettivo è quello di trovare ulteriori risorse finanziare per poter estendere il campo di applicazione anche ad altri prodotti come “carrozzine, passeggini, culle, lettini, seggioloni, seggiolini per automobili, girelli destinati all’infanzia eccetera” che, pur essendo intuitivamente utili e in alcuni casi indispensabili, non rientrano tra quelli di prima necessità per l’infanzia.

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