Italiani senza diritti, la legge sulla cittadinanza che fine ha fatto?

Un milione di italiani, nati e cresciuti in Italia, chiedono che vengano riconosciuti i loro diritti, chiedono di essere dichiarati cittadini italiani e non stranieri.

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Un milione di italiani, nati e cresciuti in Italia, chiedono che vengano riconosciuti i loro diritti, chiedono di essere dichiarati cittadini italiani e non stranieri.

Un milione di Italiani senza diritti, parte una petizione su change.org, con 39.916 sostenitori, mancano ancora 10.084 firme per raggiungere 50.000. Circa 800mila minori, nati in Italia o arrivati in tenera età, considerati dallo Stato, stranieri. Con la petizione chiedono di essere ascoltati, chiedono che i loro diritti vengano riconosciuti con la legge di cittadinanza, già considerata nell’ottobre del 2015 che attribuiva il diritto di “chi cresce in Italia e cittadino italiano“.

Di seguito la lettera consegnata al Senato della Repubblica

Italiani senza diritti: la lettera consegnato al Senato della Repubblica

Stimati Senatori e Senatrici della Repubblica italiana,

Siamo Ilham, Giorgia, Youness, Sonny, Chouaib, Andres, Sirine, Sarra, Ada, Xavier, Insaf, Sara, Fatoumata, Ervin, Fioralba.
Vi scriviamo perché avete nelle vostre mani le sorti delle nostre vite e vi chiediamo atti concreti per permetterci di vivere sereni nel nostro Paese, l’Italia. Siamo giovani nati e/o cresciuti nel territorio della Repubblica, oggi nel limbo della nostra società e primi firmatari di questa petizione di civiltà.

Rappresentiamo la punta dell’iceberg di quel milione di “Italiani e Italiane senza cittadinanza”, di cui 800 mila minori, nati in Italia, o arrivati in tenera età, ma considerati dallo Stato, ostinatamente, stranieri. In questo Paese si consuma la nostra intera esistenza: impariamo a camminare e a parlare, cresciamo, studiamo, lavoriamo, proprio come tutti i nostri coetanei che la cittadinanza italiana l’hanno ereditata secondo la legge 91 del 1992, legge che però condanna noi a restare “estranei nella nostra nazione” perché chi ci ha messo al mondo è straniero.

Una legge che la Camera dei deputati, nello storico voto del 13 ottobre 2015, aveva scelto di cambiare riconoscendo finalmente che “chi cresce in Italia è italiano”.

Principio che invece voi, cari Senatori e Senatrici, non avete ritenuto altrettanto importante per il presente e futuro del Paese e così il testo di Riforma è rimasto ad ingrigire per un anno e mezzo nella Commissione Affari costituzionali, rimandando di fatto le nostre vite. Vite in cui abbiamo rinunciato alla serenità e ai sogni e sopportato ingiustizie e discriminazioni, restando spesso invisibili per lo Stato italiano nei momenti per noi  più difficili

Ma non vogliamo più essere invisibili.

Per questo, cari Senatori e Senatrici vi chiediamo, insieme al movimento #Italianisenzacittadinanza, che siate proprio voi a leggere le nostre Cartoline cittadine in Aula, parti delle nostre Storie unite alle foto di classe di quando eravamo a scuola, e a votare a favore della Riforma della legge per l’acquisizione della cittadinanza italiana, che ci riconosca finalmente come figli e figlie d’Italia.

Intorno a questa nostra petizione abbiamo deciso di riunire la società civile italiana che è ormai ben consapevole dell’urgenza di questa Riforma di civiltà, dal mondo delle Organizzazioni non governative italiane e dell’associazionismo alla realtà delle scuole pubbliche dove siamo cresciuti.

Con la speranza che cogliate il nostro appello, perché auspichiamo un futuro più giusto, inclusivo e lontano dall’incubo dell’essere stranieri in casa nostra.

Primi firmatari: Ilham Mounssif, Giorgia Cociorva, Youness Warhou, Sonny Sampson Olumati, Chouaib Bel Mouden, Andres Moreno, Sirine Charaabi, Sarra Charaabi, Ada Ugo Abara, Xavier Palma, Insaf Dimassi, Sara Moutmir, Fatoumata Edith Maiga, Ervin Bajrami, Fioralba Duma.

Questa petizione sarà consegnata a:Senato della Repubblica
Salvo Torrisi
Commissione Affari Costituzionali
Claudio Fazzone
Luigi Zanda
Paolo Romani
Carlo Martelli
Laura Bianconi
Karl Zeller
Lucio Barani
Maria Cecilia Guerra
Mario Ferrara
Gian Marco Centinaio
Loredana De Petris

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Fonte: change.com

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