Italia ancora troppo legata al contante, ma cashless in aumento

Il nostro paese è al terzultimo posto in Europa per uso dei pagamenti elettronici. Il cashless è però cresciuto durante la pandemia.

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L’Italia è ancora fortemente legata al contante e solo qualcosa si muove via cashless. Il nostro Paese si classifica al terzultimo posto in Europa per numero di transazioni con carta pro-capite. Per ignoranza o malfidenza?

L’uso del contante è inoltre strettamente correlato all’evasione fiscale che, a sua volta, dipende dall’alta pressione delle imposte. Una pressione fiscale complessiva molto elevata alla quale non corrisponde una adeguata offerta di servizi pubblici. Ne va, quindi, del cashless.

Cashless, Italia terzultima in Europa

L’Italia è terzultima in Europa per uso di pagamenti cashless. Con un valore pari a 61,1, 6 volte inferiore rispetto ai “best in class” europei di Danimarca (386 transazioni pro-capite), Regno Unito (370) e Svezia (360).

Tuttavia, c’è una buona notizia. Il valore transato con carte di pagamento è cresciuto del 5,9% in media all’anno dal 2005 al 2019, anno in cui il valore delle transazioni con carte di pagamento ha raggiunto 219,9 miliardi di Euro, in aumento del 7,8% rispetto al 2018.

Inoltre, nell’ultimo anno, grazie alle misure del Piano “Italia Cashless” e come conseguenza della pandemia, le transazioni con moneta elettronica hanno subito una forte accelerazione. The European House – Ambrosetti stima che nel 2020 il valore delle transazioni con strumenti di pagamento cashless si sono ridotti solamente del 2% rispetto a -11,8% registrato nei consumi nazionali.

Pagamenti elettronici in aumento

Questo dato indica un’importante crescita dei pagamenti elettronici nel 2020 (cashless). Pagamenti che, sebbene in valore si siano leggermente ridotti a causa della crisi, hanno avuto una performance migliore rispetto all’economia generale. Inoltre, si stima che il valore delle transazioni con carta crescerà nuovamente a partire dal 2021 e potrà superare i 425 miliardi di euro nel 2025.

In tale contesto, gli innovative payment cashless (tramite smartphone, smartwatch e wearable device) hanno avuto e avranno sicuramente un ruolo importante per la spinta ai pagamenti elettronici e digitali.

Sebbene il mercato valga solamente 3,1 miliardi di euro, il valore degli innovative payment assume un’altra prospettiva guardando al trend di crescita osservato negli ultimi anni. Il solo 2019 ha registrato una crescita del 118,7% rispetto al 2018 e il tasso annuo di crescita composto (Cagr) nel periodo compreso tra 2014 e 2019 è pari al 73,5%.

Tanti Pos poco utilizzati

Ma come è messa l’infrastruttura di accettazione? L’Italia è il terzo Paese europeo per numero di Pos ogni 1.000 abitanti (59,5). Inoltre, sebbene ci sia ancora una percentuale di esercenti che non è propenso all’accettazione dei pagamenti con carta, tale situazione è in miglioramento. Secondo l’indagine di The European House Ambrosetti, la percentuale di cittadini che ha riscontrato rifiuti nell’accettazione delle carte da parte degli esercenti si è infatti ridotta del 18,3% nel 2020 rispetto al 2019, passando dal 31,2% nel 2020 al 25,5% nel 2021.

Questo evidenzia non solo una maggiore diffusione di cultura digitale nell’ultimo anno da parte dei cittadini. Ma anche un incremento della predisposizione all’accettazione degli strumenti di pagamento cashless da parte degli esercenti.

Dunque, il momento è molto favorevole per i pagamenti elettronici e ci si aspetta anche un’accelerazione sul fronte dei pagamenti innovativi e digitali. L’infrastruttura per i pagamenti ha a disposizione numerose soluzioni innovative che permettono di accogliere con prontezza tale rivoluzione.

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