ISCRO, la cassa integrazione per gli autonomi

Come funziona la cassa integrazione per lavoratori autonomi. Requisiti, importi, livelli di reddito e modalità di presentazione della domanda al Inps.

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Come funziona la cassa integrazione per lavoratori autonomi. Requisiti, importi, livelli di reddito e modalità di presentazione della domanda al Inps.

Nasce la cassa integrazione per lavoratori autonomi. Si chiama ISCRO ed è una delle principali novità introdotte nel nostro ordinamento con la legge di bilancio 2021. L’indennità compre i lavoratori autonomi e professionisti che hanno subito grosse perdite economiche.

A causa della feroce crisi economica causata dalla pandemia nel 2020, il legislatore ha esteso la tutela del lavoro, tramite l’erogazione della cassa integrazione, anche ai lavoratori autonomi e professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps. A fronte di ciò sono state innalzate anche le relative aliquote contributive dal 2021 contributive che gli iscritti versano ogni mese all’Inps.

Cassa Integrazione per lavoratori autonomi

Ma come funziona la così detta cassa integrazione per gli iscritti alla Gestione Separata? L’Indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa (ISCRO), spetta a tutti i lavoratori autonomi che hanno subito perdite di fatturato pari ad almeno il 50% rispetto ai 3 anni precedenti la domanda. Sono esclusi a priori i lavoratori che hanno un reddito superiore a 8.145 euro.

Detti lavoratori possono beneficiare di un assegno mensile che va da 250 a 800 euro. Più precisamente l’importo erogabile dall’Inps è pari al 25% di quanto percepito l’anno precedente, e spetta a decorrere dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda.

L’indennità, una volta approvata dall’Inps, è valida per 6 mesi e non prevede accreditamento di contribuzione figurativa ai fini previdenziali. Il che si differenzia dalle altre forme di cassa integrazione a favore dei lavoratori dipendenti.

Requisiti

I requisiti per accedere al ISCRO, oltre a quello di dimostrare il calo di fatturato e il limite di reddito annuo sono quelli di non:

  • essere titolari di altri trattamenti pensionistici;
  • essere assicurati anche presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • percepire il reddito di cittadinanza;
  • essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali obbligatori;
  • possedere una partita IVA attiva da almeno 4 anni.

La cessazione della partita IVA durante l’erogazione dell’indennità ISCRO comporta l’immediata cessazione della stessa. L’Inps provvederà quindi al recupero delle somme eventualmente pagate dopo la data di cessazione dell’attività.

Come fare domanda ISCRO

La domanda ISCRO deve essere presentata all’Inps esclusivamente online. Poiché le condizioni da rispettare sono molte e particolarmente stringenti, è bene prima di avanzare l’istanza (in via autonoma o mediante patronati) assicurarsi di possedere i requisiti previsti.

Detto questo, fino al 2023 (periodo sperimentale) la domanda di ISCRO potrà essere presentata solo una volta nell’arco del triennio. L’Inps, una volta appurato il diritto alla “cassa integrazione” erogherà al lavoratore autonomo o professionista l’indennità calcolata nella misura di cui sopra.

La domanda di ISCRO deve essere presentata entro il 31 ottobre di ogni anno e la decorrenza dell’indennità va dal primo giorno successivo alla presentazione della stessa. Il beneficio vale per 6 mesi continuativi e non comporta accredito figurativo di contributi.

Particolare attenzione è riservata dal Inps al reddito prodotto che dovrà essere autocertificato dal richiedente. Esso dovrà essere comparato a quanto dichiarato all’Agenzia delle Entrate l’anno prima. L’Inps effettuerà quindi l’accertamento del calo di fatturato e determinerà l’importo spettante. Ogni domanda di ISCRO sarà vagliata attentamente anche dal fisco per le opportune verifiche.

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