ISCRO 2022, al via le domande di disoccupazione per gli autonomi

Via libera alle domande ISCRO per gli autonomi che hanno subito perdite superiori al 50% nel 2022. Riapertura termini e circolare Inps.

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Riaperti i termini per le domande di cassa integrazione riservata ai lavoratori autonomi (ISCRO). L’Inps fa sapere che dal 1 maggio 2022 è possibile presentare istanza per chi ha subito riduzione dei redditi superiori al 50% nell’ultimo anno.

Si ricorda che l’ISCRO è rivolto esclusivamente agli iscritti alla Gestione Separata che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo. Con messaggio n. 1569 del 7 aprile 2022, l’Inps spiega le modalità di intervento.

ISCRO, chi può fare domanda di indennizzo

L’ISCRO è una misura di sostegno al reddito riservata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata in difficoltà economica. Prevede l’erogazione di una indennità mensile compresa trai i 250 euro e gli 800 euro, in base ai requisiti posseduti.

La misura, che somiglia alla cassa integrazione salariale per i lavoratori dipendenti, è riconosciuta in via sperimentale fino al 2023. La domanda va presentata al Inps dal 1 maggio al 31 ottobre 2022. Ne hanno diritto solo coloro che non hanno ancora beneficiato del ISCRO trattandosi di una misura una tantum.

L’ISCRO spetta a tutti i lavoratori autonomi che hanno subito perdite di fatturato pari ad almeno il 50% rispetto ai 3 anni precedenti la domanda. Sono esclusi a priori coloro che hanno un reddito superiore a 8.145 euro.

Le istanze vanno presentate esclusivamente online attraverso il portale Inps autenticandosi mediante Pin (fino a settembre), Spid, Cie o Cns.

Tutti i requisiti necessari

Come spiega nel dettaglio la circolare Inps, i requisiti per ottenere l’ISCRO sono diversi. Oltre a quello legato al calo di fatturato pari ad almeno il 50% e al limite di reddito annuo, bisogna anche dimostrare di non

  • essere titolari di altri trattamenti pensionistici;
  • essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • percepire il reddito di cittadinanza;
  • essere in ritardo con il versamento dei contributi previdenziali obbligatori;
  • possedere una partita IVA attiva da meno di 4 anni.

Se durante l’erogazione dell’indennità ISCRO venissero a mancare uno o più requisiti, l’Inps sospenderà immediatamente i pagamenti recuperando altresì gli eventuali indebiti.

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