Isa: confermate le cause di esclusione nel nuovo decreto ministeriale

Gli ISA, per il periodo d’imposta 2020, non si applicano ai soggetti in difficoltà economica a causa del Covid.

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Con Decreto del Ministero dell’economia e delle Finanze pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 42 del 19 febbraio 2021 sono stati approvati i nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) validi a partire dall’anno d’imposta 2020.

Da quel che si evince dal decreto, sono state confermate anche le cause di esclusione dagli stessi indici per cause riferibili alla crisi del coronavirus e alle relative politiche di contenimento adottate dal nostro Paese. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Modelli Isa

Il Modello ISA, sostanzialmente, è una delle parti integranti del modello Redditi 2020 ed è utilizzato per la dichiarazione dei dati rilevanti ai fini della applicazione e dell’aggiornamento degli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Gli Isa rappresentano, dunque, degli indicatori volti a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale, anche con riferimento a diverse basi imponibili.

Il contribuente, tramite l’applicazione degli ISA, può verificare, in fase dichiarativa, il proprio grado di affidabilità fiscale in base al posizionamento su una scala di valori da 1 a 10.

Contribuenti ai quali non si applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale

Ai sensi del decreto ministeriale sopra citato, per il periodo d’imposta 2020, gli indici sintetici di affidabilità fiscale, non si applicano nei confronti dei soggetti:

  • che, nel periodo d’imposta 2020 rispetto al periodo d’imposta precedente, hanno subito una diminuzione di almeno il 33 per cento dei ricavi;
  • che hanno aperto la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019;
  • che esercitano, in maniera prevalente, le attività economiche individuate dai codici attività riportati nell’allegato 1 dello stesso decreto.

Ad ogni modo, i contribuenti esclusi dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale, sulla base di quanto disposto al comma 1, sono comunque tenuti alla comunicazione dei dati economici, contabili e strutturali previsti dal comma 4 dell’art.

9-bis del decreto-legge del 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.

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