Investimenti in PMI e start-up innovative: pronte le regole attuative degli incentivi fiscali

In Gazzetta Ufficiale il decreto che fissa le disposizioni attuative delle detrazioni maggiorate previste nel decreto Rilancio

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In Gazzetta Ufficiale il decreto che fissa le disposizioni attuative delle detrazioni maggiorate previste nel decreto Rilancio

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale  il decreto del Ministero dello Sviluppo economico che fissa le disposizioni attuative degli incentivi previsti per imprese e privati che effettuano investimenti in PMI e start-up innovative. Incentivi rafforzati dal decreto Rilancio.

A partire dall’entrata in vigore del D.L. Rilancio, la detrazione per gli investimenti effettuati in Start-up e PMI innovative è innalzata dal 30% al 50%. L’investimento deve essere riportato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui lo stesso è effettuato.

Le detrazioni per investimenti in Start-up: le novità del D.L Rilancio

Le agevolazioni per investimenti in start-up  sono detraibili dal reddito in base a precise percentuali. Per le start-up innovative gli incentivi sono disciplinati all’art.29 del D.L. 179/2012. La detrazione ordinaria è pari al 30% dell’investimento effettuato, fino ad un massimo di 1.000.000 di €.  Il D.L. 34/2020, decreto Rilancio, è intervenuto su tali agevolazioni aumentando la percentuale di investimento detraibile. Per gli investimenti effettuati dalle persone fisiche (anche imprenditori e società di persone) a decorrere dalla entrate in vigore dello stesso decreto.

In particolare, la detrazione è innalzata al 50%:

  • della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o piu’ start-up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative,
  • su un investimento massimo non superiore a 100.000 euro.

Attenzione: gli investimenti devono essere in favore di  start-up innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese al momento dell’investimento. La detrazione e’ concessa ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013 sugli aiuti de minimis.

Tale Regolamento prevede specifici limiti di aiuto concedibili allo stesso soggetto nell’arco di tre esercizi finanziari, da uno Stato membro ad un’impresa.

In pratica:

  • per le imprese esercenti il trasporto di merci su strada per conto terzi il massimale non può superare 100.000 €;
  • 30.000 € per il settore agricolo e
  • 30.000 € per le imprese che agiscono nel settore della pesca.

Ad ogni modo, l’investimento deve essere mantenuto per almeno tre anni. L’eventuale cessione dell’investimento, anche parziale, comporta:

  1. la decadenza dal beneficio e
  2. l’obbligo per il contribuente di restituire l’importo detratto, unitamente agli interessi legali.

La detrazione rafforzata di cui al D.L. Rilancio è alternativa a quella prevista dalla disciplina ordinaria, art.29 D.L. 179/2012.

In pratica,  fino all’importo di 100.000 € opera la detrazione introdotta dal D.L. Rilancio, ossia al 50%; per gli importi in eccesso si applica quella ordinaria del 30%.

Le detrazioni per investimenti in PMI innovative

Il rafforzamento delle detrazioni riguarda anche gli investimenti effettuati in PMI innovative. Gli incentivi ordinari sono regolati dall’art. 4 del D.L. 3/2015.

Il D.L. Rilancio ammetteva una detrazione dall’Irpef:

  • per una percentuale pari al 50%;
  • della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più PMI innovative.

In pratica, sono agevolati sia gli investimenti diretti sia  quelli effettuati per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio. Tali organismi devono  investire prevalentemente in PMI innovative; la detrazione si applica per gli investimenti in PMI innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese al momento dell’investimento.

In tale caso, l’investimento massimo detraibile è pari a 300.000 euro. La detrazione del 50% spetta, fino al predetto ammontare di investimento di 300.000 euro, prioritariamente rispetto a quella ordinaria del 30%.

L’agevolazione fiscale si applica:

  • ai conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote delle start-up innovative e delle PMI innovative,
  • nonche’ agli investimenti in quote degli organismi di investimento collettivo del risparmio di cui all’art. 1, comma 7, lettera e).

Sia per gli investimenti in Start-up innovative che in PMI innovative, il D.

L. Rilancio rimandava ad un decreto del Mi.Se. l’individuazione delle disposizioni attuative degli incentivi rafforzati.

Ebbene, da qui l’adozione del decreto 28 dicembre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n°38 del 15 febbraio 2021.

Il decreto attuativo per gli investimenti in start-up e PMI innovative

Con il decreto attuativo è fissata la procedura operativa da seguire ai fini della legittima spettanza delle suddette detrazioni.

In particolare, prima dell’effettuazione dell’investimento da parte del contribuente, l’impresa beneficiaria è tenuta a presentare apposita istanza   (allegato A)  tramite la piattaforma informatica “Incentivi fiscali in regime «de minimis» per investimenti in start-up e PMI innovative” curata dal ministero dello Sviluppo economico. L’istanza va inviata esclusivamente online e riporta:

  • gli elementi identificativi del soggetto che investe, dell’impresa beneficiaria e dell’eventuale Oicr;
  • l’ammontare dell’investimento;
  • l’ammontare della detrazione che l’investitore richiede.

Per gli investimenti effettuati nel 2020, l’impresa beneficiaria dell’investimento può presentare l’istanza anche successivamente all’investimento stesso. Purché, nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 30 aprile 2021.

Da qui, Il Mi.Se una volta elaborato l’elenco delle imprese beneficiarie che hanno presentato la debita istanza e degli investitori lo invia periodicamente all’Agenzia delle entrate.

La documentazione necessaria per la detrazione

L’agevolazione in esame spetta a condizione che i contribuenti investitori ricevano e conservino una dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa beneficiaria, secondo il modello di cui all’allegato B del decreto. Dichiarazione da rilasciare entro trenta giorni dal conferimento, che attesti:

  1. l’importo dell’investimento,
  2. il codice COR rilasciato dal registro
    nazionale degli aiuti,
  3. e l’importo della detrazione fruibile.

Come da articolo 4 del decreto attuativo:

  • per i soci di società in nome collettivo e in accomandita semplice la detrazione è commisurata alle rispettive quote di partecipazione agli utili,
  • qualora la detrazione maturata dal singolo soggetto sia di importo superiore alla sua imposta lorda, è possibile riportare l’eccedenza non utilizzata in detrazione sugli anni di imposta successivi, non oltre il terzo periodo.

L’investimento nella dichiarazione dei redditi

L’investimento effettuato deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale l’investimento è effettuato. Dunque, l’investimento 2020 va indicato nel modello Redditi 2021, periodo d’imposta 2020.

Tuttavia, qualora l’esercizio d’imposta delle start-up innovative, PMI innovative o degli organismi di investimento collettivo del risparmio non coincida con quello dell’investitore e l’investitore riceva la certificazione (art.6 comma 4 del decreto) nel periodo di imposta successivo a quello in cui l’investimento si intende effettuato, le detrazioni spettano a partire da tale successivo periodo d’imposta.

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