Invalidità e indennità di accompagnamento: i presupposti per incassare entrambe

Siamo sicuri che invalidità e indennità di accompagnamento siano incompatibili? Ecco come funziona e quali sono i casi.

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Siamo sicuri che invalidità e indennità di accompagnamento siano incompatibili? Nonostante le difficoltà ed i cavilli burocratici e normativi, è possibile incassare ed ottenere entrambi gli aiuti di natura economica.

Invalidità e indennità di accompagnamento: il quesito posto

Il chiarimento giunge in seguito al dubbio sollevato da un lettore di Investire Oggi:

“mia moglie affetta da sclerosi multipla ed altre patologie invalidanti ( tiroide e obesità ), è invalida al 100% e ha enormi problematiche a svolgere le faccende domestiche … e ha necessità di essere accompagnata per svolgere commissioni, per fare la spesa e per qualsiasi altra necessità personale, anche extra domiciliare”.

La donna assume diversi farmaci: puntura di interferone beta avonex che le provoca tremori e febbre.

Inoltre, il lettore sottolinea che la coniuge segue per tre volte la settimana un progetto riabilitativo di fisioterapia in un centro qualificato.

Il marito chiede se oltre l’assegno di invalidità ci sono i presupposti per percepire l’indennità di accompagnamento.

Indennità di invalidità e di accompagnamento, la risposta ai dubbi

Prima di rispondere ai dubbi sollevati dal lettore è necessario conoscere esattamente quali sono i presupposti dell’indennità di accompagnamento.  

Proprio la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 4544 del 27 febbraio 2018, ha fornito alcune interessanti precisazioni in tema di diritto all’indennità di accompagnamento.

Si tratta di una prestazione di natura economica erogata dall’INPS per sostenere tutte quelle persone che presentano gravi patologie e che necessitano di seguire cure.

L’indennità di accompagnamento è un sussidio che viene concesso con cadenza mensile senza limiti di età e reddituali.

La Corte sottolinea che le condizioni per l’attribuzione dell’indennità di accompagnamento

“consistono, alternativamente, nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure nell’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita senza continua assistenza”.

Per ottenere l’accompagnamento è necessaria una condizione di salute grave: l’invalido deve avere bisogno di un’assistenza continua non potendo svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita e non sia in grado di deambulare autonomamente.

Nel riconoscere un’indennità di accompagnamento la Commissione Medica utilizza le tabelle ministeriali che attribuiscono per ogni singola patologia una percentuale di invalidità.

Il fatto che la donna sia disabile grave e percepisca l’assegno di invalidità comporta che abbia elevate probabilità di ottenere l’indennità di accompagnamento.

Indennità di accompagnamento e invalidità: conclusioni

Per ricevere l’indennità di accompagnamento è necessario essere invalidi totali senza tenere conto né dell’età né del reddito.

L’accompagnamento spetta anche alle persone affette da epilessia, a chi è alle prese con crisi di assenza e a chi subisce attacchi quotidiani.

 

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