Invalidi civili: la pensione anticipata resta confermata anche per il 2023

Tre strade percorribili per gli invalidi civili per andare in pensione anticipata nel 2023. Requisito fondamentale, lo stato invalidante temporaneo o definitivo.

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Per gli invalidi civili parziali o totali, la pensione anticipata resta possibile anche nel 2023. Dubbi erano sorti riguardo alla percentuale di invalidità per ottenere la prestazione e che qualcuno pensava di innalzare. Ma nulla è cambiato con la Legge di bilancio.

L’accesso alla pensione anticipata resta quindi confermato con almeno il 74% di invalidità accertata. Questa può essere temporanea o definitiva ed è, nel primo caso, soggetta a revisione periodica. In questo caso si parla più propriamente di assegno ordinario di invalidità erogato dall’Inps.

La pensione anticipata per gli invalidi

Il nostro ordinamento – lo ricordiamo – prevede per i lavoratori che hanno almeno il 74% e fino al 99% di invalidità accertata la possibilità di ottenere un assegno periodico mensile (assegno ordinario di invalidità). A patto che posseggano almeno 3 anni di contribuzione versata negli ultimi cinque anni antecedenti la domanda.

L’assegno è erogato dall’Inps fintanto che sussistono i requisiti sanitari invalidanti e che la percentuale di invalidità non scenda al di sotto del 74%.

L’importo è liquidato sulla base della contribuzione versata e dell’età del beneficiario per 13 mensilità. All’occorrenza può essere integrato al trattamento minimo.

La legge riconosce il versamento di contribuzione figurativa durante il periodo di godimento dell’assegno di invalidità. Quindi è come se il beneficiario lavorasse. I contributi così maturati sono utili per il raggiungimento delle pensione di vecchiaia (67 anni) o anticipata a 41-42 anni e 10 mesi di contributi.

Il lavoratore riconosciuto invalido, poi, ha sempre la possibilità di lavorare e percepire redditi entro determinati limiti stabiliti e aggiornati dalla legge ogni anno. Può quindi percepire l’assegno dall’Inps e contestualmente anche una piccola retribuzione.

L’assegno mensile di invalidità civile

In alternativa all’assegno ordinario di invalidità, la legge prevede il pagamento di un assegno mensile pari a 291,98 euro (riferito al 2022).

Lo si ottiene solo qualora il beneficiario non possiede i requisiti contributivi di cui sopra ed è erogato dall’Inps per 13 mensilità.

Per avere diritto all’assegno di invalidità civile gli interessati devono rispettare determinati limiti di reddito. Per il 2022 si tratta di non superare il valore di 5.015,14 euro all’anno. Nella determinazione del reddito rilevante si rammenta che sono valutabili i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

Ape Sociale

Altra via per andare in pensione anticipata è quella prevista da Ape Sociale. Non è una vera e propria pensione, ma un anticipo pensionistico riservato a persone che versano in particolari situazioni di disagio, fra cui gli invalidi.

Coloro che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni medico legali, superiore o uguale al 74% possono accedere ad Ape Sociale. Lo stato invalidante, però, deve essere definitivo.

Per poter presentare domanda di Ape Sociale bisogna però possedere almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi al momento della domanda al Inps. L’assegno di Ape Sociale è corrisposto mensilmente, ma senza tredicesima, e ha un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili.

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