Inps, gestione separata: raffica di avvisi bonari in arrivo

I committenti che non hanno versato i contributi nella gestione separata per i collaboratori stanno per ricevere avvisi bonari di pagamento.

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I committenti che non hanno versato i contributi nella gestione separata per i collaboratori stanno per ricevere avvisi bonari di pagamento.

Raffica di avvisi bonari Inps in arrivo per i committenti che si sono avvalsi di prestazioni occasionali nel 2019. Si tratta di avvertimenti ad adempiere al versamento dei contributi per coloro che sono iscritti alla gestione separata.

Lo comunica lo stesso Istituto di previdenza sociale con messaggio numero 4843 del 23 dicembre 2020. Gli avvisi bonari saranno notificati a breve e riguarderanno tutte le prestazioni eseguite nel corso del 2019 e anni precedenti.

In arrivo raffica avvisi bonari Inps

Nel mirino ci sono migliaia di committenti pubblici e privati che hanno denunciato tramite il flusso Uniemens il pagamento di compensi ai soggetti iscritti alla Gestione separata. Gli avvisi bonari conterranno i calcoli dei contributi dovuti e i termini di pagamento. Più nel dettaglio conterranno:

  • la situazione debitoria che comprende l’omesso pagamento della contribuzione dovuta, sia totale che parziale, relativo ad ogni singolo periodo mensile;
  • le sanzioni civili, calcolate sulla contribuzione omessa e/o sul ritardato versamento;

La comunicazione, composta da testo fisso, prospetti relativi alla situazione debitoria (contributi e sanzioni) e istruzioni di pagamento (utili per la compilazione delle delega di pagamento F24), è inviata tramite PEC, in formato PDF, all’indirizzo conosciuto dall’Istituto e registrato nella sezione anagrafica presente nella funzionalità “Comunicazione bidirezionale” del “Cassetto previdenziale per i committenti della Gestione separata”.

La PEC è inviata all’azienda committente, mentre ai delegati intermediari è inviata una comunicazione nella quale sono indicati i codici fiscali interessati dalla comunicazione stessa.

30 giorni di tempo per regolarizzare

Il committente avrà quindi 30 giorni dal ricevimento degli avvisi bonari per effettuare il versamento dei contributi dovuti. Trascorso infruttuosamente questo periodo, l’Inps darà corso all’azione di recupero tramite emissione di avviso di addebito.

Le aziende committenti e/o i loro intermediari (delegati) – precisa l’Inps – che hanno ricevuto comunicazione di debito e che, all’esito del controllo, hanno verificato di avere erroneamente denunciato compensi non corrisposti o corrisposti in misura inferiore, e quindi hanno inserito nel flusso Uniemens dati errati, devono inviare con urgenza i flussi di correzione, al fine di evitare errate emissioni di avvisi di addebito.

Che cosa sono gli avvisi bonari

L’avviso bonario inviato dall’Inps al contribuente non è altro che un promemoria. Un “avviso” per l’appunto che ricorda quali sono gli adempimenti da svolgere o i pagamenti scaduti e non ancora incassati.

Non è una cartella di pagamento, ma una semplice sollecitazione ad adempiere. Nella prassi dell’Inps, quindi, l’avviso bonario è di solito collegato al mancato pagamento di un debito. Esso costituisce l’atto con cui l’Istituto, prima di avviare la formale procedura del recupero crediti, ricorda in modo educato e non imperioso la scadenza del pagamento predetto.

Qualora il contribuente non si faccia sentire o non provveda al pagamento nei termini, l’Inps emetterà successivamente l’avviso di addebito. Atto che conterrà anche le sanzioni e che costituisce a tutti gli effetti titolo esecutivo per avviare il recupero dei crediti.

Normalmente più dei due terzi degli avvisi bonari offrono riscontro positivo e non costano nulla, poiché capita spesso che il contribuente non sia in grado di versare le rate di contributi dovuti nei termini e si avvalga di un periodo cosi detto di grazia. Il 70-75% degli avvisi bonari Inps in questi casi va solitamente a buon fine.

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