Inps: contributi dicembre sospesi per chi ha subito grosse perdite

Versamenti di contributi dicembre sospesi per autonomi e imprese con calo fatturato del 33%. Pagamento rinviato di tre mesi in base alla nuova circolare Inps.

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Versamenti di contributi dicembre sospesi per autonomi e imprese con calo fatturato del 33%. Pagamento rinviato di tre mesi in base alla nuova circolare Inps.

Imprese e lavoratori autonomi colpiti da Covid potranno rinviare il versamento dei contributi di dicembre. La novella, introdotta dagli ultimi DPCM, è stata recepita dall’Inps che ha predisposto apposita circolare.

In particolare, il decreto numero 157 del 30 novembre 2020 ha previsto rilevanti la sospensione dei termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali che scadono nel mese di dicembre 2020.

Sospensione contributi di dicembre

A tal propositi è intervenuta la circolare Inps numero 145 del 14 dicembre 2020 che recita espressamente che:

“per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel mese di novembre dell’anno 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono sospesi i termini, relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, che scadono nel mese di dicembre 2020”.

Tali versamenti di contributi sono sospesi anche per i soggetti che hanno intrapreso l’attività in data successiva al 30 novembre 2019. Per tali soggetti la sospensione dei versamenti non richiede la verifica del requisito della diminuzione del fatturato.

Soggetti interessati

La circolare Inps spiga quali sono le categorie interessate alla sospensione contributiva. Si tratta dei:

  • soggetti aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale, che esercitano le attività economiche sospese ai sensi dell’articolo 1 del D.P.C.M. del 3 novembre 2020.
  • soggetti che esercitano le attività dei servizi di ristorazione caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto, come individuate alla data del 26 novembre 2020;
  • soggetti che operano nei settori economici individuati nell’allegato 2 al decreto-legge n.
    149/2020 caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, come individuate alla data del 26 novembre 2020 con le ordinanze del Ministro della Salute adottate ai sensi dell’articolo 3 del D.P.C.M. del 3 novembre 2020 e dell’articolo 30 del decreto-legge n. 149/2020 (c.d. zone rosse);
  • soggetti che esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o di tour operator caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (c.d. zone rosse).
  • le aziende private con dipendenti possono usufruire delle sospensioni dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali individuate, in relazione ai relativi dipendenti che operano nelle sedi ubicate nelle zone colpite dall’emergenza in trattazione.

Le zone a maggior rischio

Agli effetti della sospensione dei termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali in scadenza nel mese di dicembre 2020, gli ambiti territoriali sono stati individuati, alla data del 26 novembre 2020, dalle relative ordinanze del Ministro della Salute, come segue:

  • zone arancioni: Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Umbria, Puglia e Sicilia;
  • zone rosse: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Campania, Toscana, Abruzzo e Provincia Autonoma di Bolzano.

Versamento contributi rimandato a marzo

Per coloro, dunque, che hanno accusato una riduzione del fatturato di almeno un terzo, il versamento dei contributi è rinviato. La contribuzione sospesa dovrà essere versata in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021. Non saranno applicate sanzioni e interessi, al pari di quanto previsto per coloro che hanno beneficiato della sospensione nel mese di novembre 2020.

La ripresa dei versamenti potrà avvenire anche mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo. Senza applicazione di sanzioni e interessi, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.

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