Indicizzazione pensioni: dal 2019 la rivalutazione cambia, ecco come

Le rivalutazioni delle pensioni dal 2019 cambieranno in questo modo.

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Le rivalutazioni delle pensioni dal 2019 cambieranno in questo modo.

Per Fino alla fine del 2018 la rivalutazione delle pensioni superiori a 3 volte il trattamento minimo sarà più leggere, ma a partire dal 2019 si tornerà all’indicizzazione delle pensioni secondo i metodi standard in vigore prima del 20111, ovvero prima dell’introduzione della riforma Fornero.

Con l’impegno firmato negli ultimi giorni da governo e sindacati, infatti si è preso l’impegno di reintrodurre alla scadenza dell’attuale meccanismo di indicizzazione della pensione quello previgente che era, sicuramente, più generoso.

Indicizzazioni pensioni: sistema attuale

Dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2018 il sistema di rivalutazione delle pensioni prevede per gli assegni fino a 3 volte il minimo un’indicizzazione piena, per quelli tra 3 e 4 volte il minimo del 95%, per quelli tra 4 e 5 volte del 75% ,  per quelli tra 5 e 6 volte del 50% e per quelli superiori alle 6 volte il minimo Inps un’indicizzazione del 45%.

Questo meccanismo fu introdotto nel 2013 dopo il blocco biennale dell’indicizzazione delle pensioni superiori a 3 volte il trattamento minimo e anche se questo meccanismo doveva scadera alla fine del 2016, con la legge di stabilità 2016 si è prorogato per altri due anni al fine di finanziare le altre misure di sostegno dei pensionati.

Indicizzazioni pensioni: cosa cambierà dal 2019?

 A partire dal 1 gennaio 2019 saranno ripristinate le percentuali di rivalutazione previste dalla legge 388 del 2000 che prevedono:

  • indicizzazione piena per gli assegni con importi fino a 3 volte il minimo Inps
  • indicizzazioni del 90% per assegni con importi compresi tra 3 e 5 volte il minimo
  • indicizzazioni del 75% per trattamenti che superano le 5 volte del minimo Inps.
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