Indennità una tantum: chiarimenti su contratti a progetto

In seguito alle numerose domande pervenute, l’Inps fa il punto sulla prestazione una tantum in favore dei co.co.pro

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
In seguito alle numerose domande pervenute, l’Inps fa il punto sulla prestazione una tantum in favore dei co.co.pro

Tante le richieste di chiarimenti giunti all’Inps in relazione all’indennità una tantum per i  co.co.pro. e l’Istituto risponde con il messaggio del 19 aprile 2012, la n. 6762.


Prosecuzione dell’intervento a sostegno del reddito per il 2012

Nel suo messaggio, l’Istituto Nazionale di previdenza sociale ricorda come già l’articolo 6, comma 1, lettera c), del DL n. 216, convertito, con la legge 24 febbraio 2012, n. 14, ha disposto  anche per l’anno 2012 e “nel limite di spesa pari ad euro 13 milioni”, la prosecuzione dell’intervento a sostegno del reddito a favore dei collaboratori coordinati e continuativi a progetto.

Non essendo stati innovati i requisiti in materia, vengono così riconfermate, anche per l’anno in corso, il 2012, tutte le condizioni che devono essere soddisfatte all’atto di presentazione della domanda e, in particolare:

– la monocommittenza, con riferimento all’ultimo rapporto di lavoro;

– il dato reddituale riferito all’anno precedente;

– l’accredito contributivo di almeno una mensilità nell’anno di riferimento e di almeno tre mensilità

nell’anno precedente;

– l’assenza di contratto di lavoro da almeno due mesi (condizione che deve, comunque, persistere al

momento della presentazione della domanda di prestazione).


La domanda di prestazione inoltre si precisa che deve essere presentata entro i 30 giorni e il  modello di domanda, anche per il 2012 è quello già in uso (COD.SR92) per gli anni precedenti.


Le risposte ai quesiti dell’Inps

Il merito del messaggio Inps è quello di aver risolto una serie di requisiti relativi alla prestazione una tantum, in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, pervenuti all’attenzione dell’Istituto guidato da Mastrapasqua.


Indennità una tantum solo per i co.co.pro.

Innanzitutto si risolvono le problematiche inerenti la corretta individuazione di rapporti di collaborazione per i quali viene prevista l’indennità una tantum. In tal caso è il legislatore che pone come elemento di discrimine il fatto che la prestazione in oggetto debba essere quella riferita  ai “collaboratori coordinati e continuativi di cui all’art.61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modificazioni”. I beneficiari risultano allora solo i soggetti che hanno stipulato un regolare contratto di lavoro a progetto come regolamentato dalla citata disposizione, i cosiddetti co.co.pro.


I contratti esclusi

Rimangono esclusi tutti i lavoratori che, a vario titolo, sono iscritti alla Gestione separata e il cui

rapporto di lavoro non sia inquadrabile nell’ambito di applicazione del citato articolo 61, comma 1

(ad esempio, i c.d. mini co.co.co., i lavoratori autonomi occasionali, etc). In riferimento alle collaborazioni con le PP.AA., sono esclusi dall’indennità una tantum tutti coloro che hanno stipulato rapporti di lavoro diversi dal contratto di collaborazione a progetto (si pensi agli assegnisti di ricerca o ai partecipanti a dottorati di ricerca con borsa di studio) ovvero i soggetti che svolgano un mero rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, ai sensi dell’articolo 61, comma 2, del D.Lgs. n.276/2003.


Soggetti iscritti solo alla Gestione separata

La prestazione una tantum è prevista inoltre solo per quei soggetti che non risultino assicurati presso altre casse previdenziali. L’Inps nel suo messaggio ricorda anche che ai co.co.pro. iscritti in via esclusiva alla gestione separata deve applicarsi per l’anno 2012, l’aliquota del 27,72 %, mentre per gli anni 2010 e 2011, l’aliquota del 26,72 %. Infine per l’anno 2009, l’aliquota del 25,72 %.

Aliquote queste che sono comprensive della percentuale dello 0,72 per finanziare l’indennità di maternità, l’assegno per il nucleo familiare, l’indennità di malattia e di degenza ospedaliera. Ai co.co.pro. che risultino iscritti anche ad altre forme previdenziali obbligatorie o che siano pensionati si applica invece l’aliquota del 17% e ad essi è preclusa la prestazione in parola.


I requisiti: la monocommittenza

Riconfermando anche per il 2012 i requisiti previsti per poter richiedere l’indennità una tantum, viene precisato in primo luogo che la monocommittenza implica l’avere lavorato per un unico datore di lavoro. La monocommittenza inoltre deve essere riferita al periodo di tempo relativo all’ultimo rapporto di lavoro, ossia quello al termine del quale si è verificato l’evento “fine lavoro”. Occorre verificare se nel suddetto periodo di riferimento, il richiedente ha fornito la propria collaborazione in favore di più committenti; in tal caso, è esclusa la monocommittenza e, dunque, la prestazione.


Chi è in regime di monocommittenza?

Risultano in regime di monocommittenza tutti i co.co.pro. che per il periodo di lavoro considerato ai fini della prestazione a sostegno del reddito in oggetto, non abbiano svolto contemporaneamente altro rapporto di lavoro o altra collaborazione in favore rispettivamente di un datore di lavoro o altro committente. E’ quindi possibile che nello stesso anno solare, il beneficiario della prestazione una tantum, abbia operato con diversi committenti, a patto però che i relativi periodi di co.co.pro. non si sovrappongano.


Esempio: sussiste il requisito della monocommittenza quando il collaboratore a progetto abbia operato in favore di un committente nel periodo 1° gennaio – 30 giugno, e a favore di un altro committente nel periodo 1° luglio – 31 dicembre dello stesso anno.

 

 

Il dato reddituale

L’altro requisito importante riguarda il dato reddituale. In particolare, questo requisito reddituale deve essere accertato con riferimento ai redditi percepiti nell’anno precedente all’anno di riferimento, cioè all’anno in cui si è verificato l’evento “fine lavoro”.

Così succede che:

– per le domande il cui anno di riferimento è il 2012, devono accertarsi i redditi 2011;

– per le domande il cui anno di riferimento è il 2011, devono accertarsi i redditi 2010;

– per le domande il cui anno di riferimento è il 2010, devono accertarsi i redditi 2009;

– per le domande il cui anno di riferimento è il 2009, devono accertarsi i redditi 2008 (per quest’anno inoltre, il limite massimo reddituale previsto per l’accredito contributivo è di 13.819 euro).


Quale reddito va considerato?

Il reddito da considerarsi va identificato con quello soggetto a contribuzione e, quindi, con il reddito lordo complessivo di cui alla parte C, sezione 2 (Collaborazioni coordinate e continuative), punto 12 del modello CUD (Compensi corrisposti al collaboratore).

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Argomenti: Ammortizzatori sociali