Indennità di malattia per gli iscritti nella gestione separata, spetta?

Indennità di malattia per gli iscritti alla gestione separata, quando spetta e cosa fare per far valere il diritto? La nuova normativa vigente.

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La tutela dell’indennità di malattia spetta anche agli iscritti nella gestione separata, ma non per tutti i casi, analizziamo la recente normativa e le patologie che danno diritto alla tutela, rispondendo ad un quesito di una nostra lettrice.

Cerco una risposta certa. Dopo aver chiesto a molti enti e non avendo avuto risposte certe… Ma sempre varie e diverse.

Io sono una libera professionista, emetto fattura alla clinica dove lavoro. Sono inquadrata nella gestione separata e sto facendo la radioterapia…ne avrò per 30 giorni. Mi spetta un’indennità di malattia? Io non sto andando a lavoro per motivi di orario. Grazie per la cortese attenzione, attendo risposta.

L’Inps con la circolare n. 139 del 12 ottobre 2017, ha chiarito come e quando spetta l’indennità di malattia a chi è iscritto nella gestione separata. Dopo una lunga battaglia, la malattia è una tutela anche per le lavoratrici autonome.

Indennità di malattia e individuazione delle patologie

In particolare, la circolare chiarisce che la tutela previdenziale della malattia ha lo scopo di compensare la perdita di guadagno nei casi di temporanea incapacità lavorativa del soggetto con riferimento alla sua mansione specifica. Da un punto di vista medico legale, la malattia in generale si sostanzia come un’alterazione peggiorativa quali-quantitativa del precedente stato di salute ed è caratterizzata da apprezzabile anormalità, evoluzione, disfunzionalità e bisogno di cure.

Inoltre, viene precisato che “le malattie croniche, come principale causa di morte quasi in tutto il mondo, costituiscono un gruppo eterogeneo di condizioni morbose. Si caratterizzano per i sintomi che perdurano nel tempo – in maniera costante ovvero con alterne fasi di remissione/riacutizzazione – e richiedono sicuramente un modello assistenziale che se ne occupi a tutto campo, dalla prevenzione al sostegno palliativo. In ambito medico legale, si tratta di malattie che, inducendo effetti menomativi permanenti, sono suscettibili di valutazione più pertinenti all’ambito delle prestazioni di invalidità”.

La malattia, per essere indennizzabile, deve essere riferita ad una condizione patologica in fase acuta o riacutizzata, che porta patologicamente ad una guarigione o comunque ad una stabilizzazione tale da consentire la ripresa lavorativa nel breve periodo.

È possibile consultare qui l’elenco delle patologie che rientrano nella tutela della recente normativa: Circolare numero 139 del 12-10-2017_Allegato n 1

Indennità di malattia: adempimenti del lavoratore

Per poter valutare il campo di applicazione della patologia elencata nell’allegato 1, è necessario determinare:

  • la natura clinica del processo morboso;
  • l’entità della disfunzione che si è determinata ai fini della valutazione della gravità della patologia indicata nella norma;
  • il manifestarsi in modo acuto, anche se più ampiamente iscritto in un decorso cronico;
  • la sua evoluzione così come modificata dalla terapia;
  • il suo essere ingravescente;
  • la compromissione totale della capacità lavorativa alla mansione specifica.

Pertanto, per il riconoscimento del diritto alla prestazione, l’Inps dovrà necessariamente ricevere, oltre al certificato di malattia regolarmente prodotto, anche ulteriore documentazione medica (cartelle cliniche, relazioni mediche, accertamenti diagnostici) comprovante l’effettuazione della terapia antineoplastica ovvero la sussistenza della grave patologia cronica con le caratteristiche sopra descritte.

Il lavoratore, quindi, dovrà produrre il certificato di malattia nei tempi e nelle modalità vigenti e dovrà, altresì, consegnare agli uffici Inps:

  • il modello cartaceo di domanda di prestazione e di trasmissione della documentazione medica (Mod. SR06, opportunamente aggiornato, disponibile sul sito web dell’Inps), senza procedere alla richiesta di prestazione mediante i servizi on line dell’Istituto;
  • un plico chiuso contenente la documentazione medica di cui sopra e riportante la dicitura “contiene dati sensibili di natura sanitaria”.

Conclusione

Le consiglio di visionare l’elenco delle patologie inerenti alla tutela in base alla nuova normativa, e se rientra di preparare tutta la documentazione necessaria e presentare domanda all’Inps. Comunque, anche se ha dubbi sulla patologia, presenti comunque la pratica, sarà l’ufficio a valutare se lei rientra, importante è produrre una documentazione recente e che dimostri il suo stato patologico attuale.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.


Non si forniscono risposte in privato.”

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